The Owl Pages

\

owllogo

The Daily Owl
Italian Journal of Psychology and Internet
Psicologia Online

WebPsych Partnership Member

ARCHIVIO

nelle pagine dell'archivio si ritrova la storia di
Italian Journal of Psychology and Internet - Psicologia Online
ma anche la storia della psicologia italiana e mondiale in rete
dal 1996 al 2000
(i link alle pagine web o alle immagini possono risultare datati e dunque errati)


Watch live streaming video from artemente at livestream.com

sabato 12 maggio 2007

Pedofilia: non ci sono (pare) avvocati a difendere chi denuncia di aver subito violenza, mentre in TV vanno quelli che difendono le persone accusate




"Sole con le nostre bambine, in paese come appestate"
dal nostro inviato CARLO BONINI
http://www.repubblica.it

11 maggio 2007 - 93^ PUNTATA DI MATRIX
MA ALLORA COSA è SUCCESSO?
Venerdì sera Matrix è tornato ad occuparsi della drammatica vicenda della scuola materna di Rignano.
Giovedì il Tribunale del Riesame non ha ritenuto sufficienti gli indizi che costringevano in carcere i sei indagati accusati di pedofilia e ha deciso per la loro scarcerazione.
A Matrix ha parlato per la prima volta una delle maestre indagate, Marisa Pucci che ha raccontato il dramma di quei 12 giorni di carcere.
Nella seconda parte della puntata abbiamo ascoltato la testimonianza di una mamma di uno dei bambini coinvolti e insieme al giornalista di Repubblica Carlo Bonini, al Prof. Guglielmo Gulotta e l'avvocato Roberto Ruggero abbiamo cercato di capire quali sono state le pecche dell'indagine e quali saranno i prossimi sviluppi.

Per quattro famiglie l'avvocato c'è, ma dice "Noi non siamo parte processuale, non abbiamo conoscenza degli atti e non sappiamo nulla":

Attende le motivazioni, invece, l'avvocato Franco Merlino, difensore di quattro delle famiglie che hanno sporto denuncia: «Ci rimettiamo alla procura di Tivoli, che potrebbe decidere di continuare a indagare in altre direzioni. Noi non siamo parte processuale, non abbiamo conoscenza degli atti e non sappiamo nulla. Sappiamo solo che i bambini stavano male prima e continuano a soffrire molto». «Questa non è una vittoria per nessuno - aggiunge Simone Rocchini, presidente dell'associazione delle famiglie Agerif - Noi non siamo delusi perché fino al 24 aprile nemmeno ci aspettavamo che fossero arrestati. Continuiamo a credere nella magistratura che saprà spiegare cosa è avvenuto ai nostri bambini. L'indagine non è chiusa».

http://www.ilmanifesto.it

Per paura - molti genitori non hanno presentato denuncia subito, non hanno chiesto aiuto o si sono chiusi nel loro dolore ritirando i propri figli da quella scuola materna e da ogni altra. Un sentimento che perdura ancora dopo gli arresti: «L'istituto non è ancora sicuro per noi - spiega Arianna Di Biagio, vicepresidente dell'Agerif - e non lo sarà fino a quando non sapremo chi è stato a commettere le violenze che sono state accertate sui nostri figli, quanti sono coinvolti e perché sono stati coperti». Ed è ancora la paura a segnare l'assurda norma che vieta ai bambini su cui sono state accertate le violenze attraverso i referti medici e psicologici dei periti nominati dal tribunale di Tivoli, di iniziare un percorso di cura fino a quando non avrà inizio il processo. «Non capiamo questa assurda costrizione su bambini così piccoli che stanno malissimo - continua Di Biagio - questa è un'altra norma che andrebbe rivista e si potrebbe pensare magari a registrare le loro testimonianze».

http://www.flcgil.it

Nei confronti dei vertici locali e nazionali della Pubblica istruzione Rocchini, presidente dell’Agerif, l’associazione dei genitori di Rignano, non è tenero: «Tanta solidarietà, tanti abbracci, ma molto poco di concreto. Ai bambini non ha pensato nessuno: il ministro che non ha mai risposto alle nostre lettere, fino al direttore dell’Ufficio scolastico regionale Bruno Pagnani, che non ci ha mai dato comunicazione della sospensione cautelativa delle maestre, avvenuta il 20 febbraio, della quale veniamo a sapere soltanto oggi (24 aprile 2007)».

http://www.iltempo.it

venerdì 11 maggio 2007

Frassi querela il giustiziere

Apprendo, senza nessun stupore, di essere stato querelato per diffamazione da Massimiliano Frassi per un mio vecchio editoriale (i professionisti dell'infanzia violata, ndr.) ove definivo, riportando la definizione di Don Mario Neva, "SQUILIBRATO" il Frassi stesso.
L'editoriale é stato tolto dai gestori di google onde evitare noie legali.

http://il-giustiziere-lafabbricadeimostri.blogspot.com/

In un certo senso questo maledetto pasticciaccio di “Rignano Flaminio”, per citare il Gadda, é figlio del prezzo della casa.

Permettetemi una lieve battuta; vera solo in parte poiché il processo di urbanizzazione di Rignano Flaminio comincia negli anni ’90.

Rignano aveva sempre contato circa 3500 abitanti.
Una comunità tranquilla, fatta di persone semplici, cattolici, che vivevano in simbiosi.

Negli anni ‘90 i prezzi delle case a Roma crescono e molti romani pensano di venderle e trasferirsi in provincia. Con il guadagno della vendita del possono costruirsi un villino mantenendo un piccolo capitale. In fondo, Rignano è a 20 minuti d’auto dalla capitale.

Il paese passa, in 15 anni ,da 3500 a 6700 abitanti.
Molto diversi tra loro.

I “romani”, come prenderò a chiamarli sono mediamente più giovani, e con una mentalità molto diversa dai “Rignanesi”.
Sono spesso risposati; molti separati o divorziati. Alcune mamme convivono, assieme ai figli, con nuovi compagni che non sono i padri dei piccoli.
A molti rignanesi questo non piace….

Di contro i “romani” si sentono diversi dagli indigeni, quasi legati da vincoli di parentela fra loro.

Quando scoppierà il caso i due gruppi si lanceranno accuse terribili.

I "romani" sono convinti che quasi la totalità del paese sia coinvolta o, quantomeno, connivente.
Che esista, in paese, una setta satanica che operi abusi rituali da sempre.

I rignanesi accusano, senza mezzi termini i conviventi delle madri che lamentano abusi nei figli.

"Romani" laici ed emancipati, rignanesi bigotti e arretrati.

Vista da una parte.
"Romani" amorali e libertini, rignanesi di saldi principi morali.
Vista dall'altra.

Questa dicotomia si sposterà, a caso mediatico esploso, a livello nazionale causando prese di posizione assai curiose.
Il TG3, di solito garantista e critico diventa colpevolista al 100%.
Nessuno della redazione nota i pregiudizi piccolo/borghesi che hanno portato in carcere la bidella Cristina Lunerti, coinvolta per il suo look aggressivo (porta piercing e tatuaggi in tutto il corpo), ed il cingalese Kelum finito dentro solo per essere scuro di pelle.
Anche ieri, lo stesso telegiornale ha dato pochissimo spazio alla manifestazione di solidarietà agli indagati, e la controbilancia con un'intervista ad un membro AGERIF.
Poi mostra un tizio che grida "PEDOFILI!!!" ai menifestanti.
Di contro, l'urlante tg5 diventa, da subito, molto cauto. Senza dimenticare di dare mai la parola alla difesa.

Renato Farina, sul forcaiolo LIBERO, difende a spada tratta le maestre, coinvolte in un complotto anti-cattolico.
Mentre, un intellettuale di sinistra, raffinato e colto, come Enrico Vaime dimetica la prudenza che il suo ruolo di conduttore imporrebbe, e si lascia andare a dichiarazione colpevoliste.

Lo stesso Eugenio Scalfari, dalle pagine del Venerdì, chiede la sospensione della direttrice Cascelli.


Vedi anche:
http://forum.ampletech.net/lofiversion/index.php/t5904.html

sabato, 12 maggio 2007

Si dice che sia in arrivo la sentenza avellinese….si dice….

RICEVO E RIPORTO
La riflessione del magistrato dopo l'appello ai giudici del Riesame


Il pm: dalle nuove consulenze accuse ancora più gravi

http://massimilianofrassi.splinder.com
venerdì, 11 maggio 2007

Quando il sospetto di abuso coinvolge una figura autorevole, temuta e rispettata, la gran parte degli adulti non riesce a completare tale evenienza e, immediatamente, produce testimonianze a difesa dell’abusante, dichiarazioni di onore e di incorruttibilità, spesso scende per le strade ed organizza cortei. Penso che nel fare così, molte volte, una comunità di adulti cerchi di difendersi dalle proprie stesse paure. Se un maestro o un sacerdote ha abusato di alcuni bambini, allora tutti i bambini della comunità potrebbero essere (o essere stati nel passato) vittime potenziali. Sostenendo a spada tratta l’innocenza del presunto colpevole, un adulto cerca di conquistarsi un lasciapassare per la propria tranquillità famigliare. E’ come se dicesse a se stesso “Se io mi convinco che quella persona non può avere abusato di un altro bambino, allora anche i miei figli – e i bambini che io conosco – stanno al sicuro”.




2 commenti:

Giulio ha detto...

Anch'io disgustato da certi giornali o Tg che hanno lasciato soli i genitori mi ero fatto l'impressione che la maggior parte delle persone invitate in TV fosse colpevolista. Devo dire però che vedendo il video sopra messo ho notato che il dott. Francesco Riggio non si schiera anzi denuncia la cultura che giustifica la pedofilia. Si scaglia contro Freud, Galimberti, Foucault che sostengono la perversione innata ed il controllo attraverso tabù (religione e ragione). Il dott. Riggio ha difeso i bambini dicendo che non sono cattivi e perversi come sostiene Freud e la cultura "dominante", ha detto al marito della maestra, il Sig. Luciano Giugno, che essere "normali" con una bella famiglia non vuol dire nulla ed ha ricordato la strage di Erba in cui i coniugi assassini erano persone "normali". Da quello che ho capito io il dott. Riggio ha difeso i veri normali, i sani, spiegando che nella "normalità" ci può essere una pazzia lucida che non è di tutti. Ho poi trovato una intervista con Montecchi che continua a difendere i bambini vedi sul sito

http://www.asgmedia.it/asg/page.asp?VisImg=S&Art=4665&Cat=1&I=immagini/Foto/uscita%20dei%20bambini%20tagliata%20piccola.jpg&IdTipo=0&TitoloBlocco=Dall'Italia

E poi ancora due sere fa a "Porta a Porta" finalmente anche altri quattro genitori hanno raccontato per la prima volta come sono andate le cose. Mi sono sembrate persone autentiche e sincere nel raccontare il loro dramma senza enfasi o voglia di esibirsi nè voglia di vendetta! Assolutamente, semplicemente persone che si sono difese! Anche Bruno Vespa è rimasto sconertato dai racconti fatti dai genitori, è rimasto senza parole... e ce ne vuole per far tacere Vespa!
Mi sembra insomma che siamo di fronte ad un dramma in cui bambini per fortuna non sono stati lasciati soli, sono stati protetti dai loro bravi genitori e sostenuti anche solo da alcuni psichiatri attenti e preparati.

Giulio ha detto...

http://canali.libero.it/affaritaliani/cronache/psicorignano1605.html

ALL'indirizzo sopra riportato potete leggere un articolo su AFFARI ITALIANI dove c'è il parere dello psichiatra Francesco Riggio su Rignano Flaminio ed i presunti abusi alla scuola materna. Mi gratifica sapere che avevo avuto la giusta impressione riguardo questo psichiatra: egli non è affatto dalla parte di chi vuole coprire la verità, è dalla parte dei più deboli e per questo mi piace. Lo riporto fedelmente sotto:

Rignano Flaminio/ C'è un'altra indagata. Lo psicologo: stanno cercando di rovesciare i fatti
Mercoledí 16.05.2007 14:55


Ci sarebbe una settima persona, una maestra, iscritta nel registro degli indagati della Procura di Tivoli nell'ambito dell'inchiesta sui presunti abusi sui bambini dell'asilo "Olga Rovere" di Rignano Flaminio. Sembra che a condurre gli inquirenti sulle tracce dela donna siano stati i nuovi racconti fatti dai piccoli alla psicologa nominata dalla Procura. E non solo: le indagini proseguirebbero, potrebbe così allungare la lista degli indagati.
Sembra infatti che nei racconti dei bimbi siano stati tirati in ballo altri adulti che avrebbero preso parte ai presunti abusi insieme ai primi indagati. Nel frattempo, però, è polemica nei giorni che precedono l'incidente probatorio sui bambini.

LA POLEMICA: NON E' UN PROCESSO TV- Il procuratore della Repubblica di Tivoli, Claudio D'Angelo, ha alzato la cove contro alcune "inchieste" mediatiche: "E' una vergogna, uno scandalo - ha detto - che i processi, come sta accadendo in questi giorni, si facciano in televisione invece che nelle aule di giustizia". E ha aggiunto: "si sta vedendo qualcosa di incredibile: accusa e difesa che argomentano davanti alle telecamere. Davvero una cosa inconcepibile".

LO PSICOLOGO: TENTATIVO DI ROVESCIARE LA DINAMICA DEI FATTI- E le polemiche continuano. C'è chi mette in guardia contro il tentativo di rovesciare la dinamica dei fatti: far passare, chi ha denunciato abusi, i genitori, e chi li ha subiti, i bambini, per mentori, per persone affette da pseudologia fantastica, mentre chi avrebbe fatto abusi e violenze sui bambini finisce per esser una povera vittima. A parlare è lo psichiatra Francesco Riggio che opera in un 'centro esordi psicotici' a Roma e per il quale "questo tentativo di rovesciare la dinamica dei fatti, ferme restando le indagini e le disposizioni della magistratura, va rifiutato come sono da rifiutare certi falsi luoghi comuni, riportati sui media e comparsi nella trasmissione 'Porta a Porta' sul bambino e la sua sessualità autoerotica e narcisista".

Non solo il bambino, attacca Riggio, "non dice bugie, si fida degli altri e per questa sua spontaneità è facilmente feribile" ma "non è affatto vero che sia autoerotico e narcisista, vale a dire senza rapporto con gli altri: a 3-4 anni, quando ormai il rapporto di allattamento al seno è finito, la sessualità del bambino è solo psichica, il corpo lo scoprirà alla pubertà quando potra' fare un rapporto con l'essere umano diverso".

Lo psichiatra, riferendosi alla 'teoria della nascita' di Massimo Fagioli, respinge definendole, "false ed inventate certe affermazioni di derivazione freudiana che negano il bambino come essere umano con una sua fantasia, una sua sessualità, un suo pensiero che, per l'età, è fatto solo di immagini". Quindi precisa ulteriormente, "la sessualità del bambino è desiderio di conoscenza nei confronti del mondo umano e se non è distrutta dall'anaffettività dell'adulto, essa si esprime nel gioco e nella fantasia". E conclude, "il bambino non è un polimorfo perverso, come falsamente diceva Freud, ma ha una fantasia, una capacità d'immaginare cui l'adulto deve sapersi rapportare e non il contrario: non dev'essere il bambino a comprendere l'adulto, ma l'adulto il bambino".