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domenica 13 maggio 2007

Ratzinger ha avocato al Vaticano la competenza esclusiva in materia di pedofilia

Libera nos a malo PDF Stampa E-mail
Scritto da Vania
lunedì 30 aprile 2007

libera.jpgLa vera immagine dell’Italia nel mondo è quella di Stato vassallo. Non dell’America o del Nano Malefico, ma di un Nanostato: il Vaticano.
Ogni domenica, in prima serata, la BBC manda in onda “Panorama”, un programma-inchiesta sullo stile di “Report”. Il 1 ottobre 2006 mandò in onda un documentario dal titolo “Sex crimes and the Vatican“. In Italia non solo non è mai stato trasmesso, ma non se ne è mai neanche parlato.
Il reportage, che ha già fatto il giro del mondo, parla chiaro: l’Italia è l’anti-enclave di uno Stato Teocratico, e ospita numerosi preti criminali, con processi a carico per pedofilia e violenza su minori, rendendosi complice di una dissennata politica di omertà che la Cupola Vaticana continua a praticare, nonostante i proclami recenti di Papa Ratzinger.
Le dichiarazioni di intenti contro la pedofilia di Benedetto XVI hanno avuto enorme enfasi sui giornali e telegiornali. I Media italiani hanno però censurato ciò che ha costretto il papa a fare quelle dichiarazioni: il dibattito in corso sulla stampa internazionale - connesso all’uscita di questo documentario - sulle responsabilità dirette di Ratzinger al problema degli scandali pedofilia.
Veniamo dunque al protagonista del documentario, il nostro Joseph: nell’epistola De Delictis Gravioribus datata 18 Maggio 2001 e rivolta a tutti i vescovi del globo, Ratzinger scrisse che:
“Nei Tribunali costituiti presso gli ordinari o i membri delle gerarchie cattoliche solamente i sacerdoti possono validamente svolgere le funzioni di giudice, promotore di giustizia, notaio e difensore” ribadendo che “le cause di questo tipo sono soggette al segreto pontificio” e che si sarebbero dovuti attendere 10 anni, da quando le vittime avessero compiuto la maggiore età, per rivelare le accuse (ottenendo in questo modo la prescrizione dei reati, a quel punto non più perseguibili). Tale documento quindi, appariva essere un aggiornamento del discusso Crimen Sollicitationis (traduzione inglese) datato 1962. (citazione da Wikipedia).

Richiamando tale documento Ratzinger rinnovava il divieto a testimoniare in tribunali civili (pena la scomunica) per reati di abusi sessuali che avessero coinvolto religiosi. Il futuro papa avocava al vaticano la competenza esclusiva sulla materia. E, dalle testimonianze del filmato, ciò non ha modificato punto la situazione. Gli abusi, l’omertà e l’impunità continuano ad essere un fenomeno diffuso.
Sono troppo poche le voci libere in questo paese, che è scivolato nel 2006 dal 77° al 79° posto quanto a libertà di stampa (fino 73° si rientra nella categoria di “Stato libero”). Per la Freedom House, che raccoglie e pubblica questi dati, Non siamo considerati uno Stato Libero.
In Europa dopo di noi c’è solo la Turchia.
Vi trascrivo di seguito la traduzione del "parlato" del documentario Sex crimes and the Vatican. C'è di che annichilirsi.
Segnalo infine che il reportage delle iene del 15 maggio 2006, che denunciava il fenomeno dei preti pedofili, voce isolata (e subito censurata) nel desolante sistema di informazione italiano, finalmente può essere vista online qui.

Sex crimes and the Vatican

Registrazione di una trasmissione della BBC One

KENYON (speaker) - Quando si venne a conoscenza di quello che succedeva a Fern, le autorità ecclesiastiche locali, in ossequio alle direttive segrete della Chiesa cattolica, misero tutto a tacere.
Responsabile di quella imposizione fu il Cardinale Ratzinger, attualmente Papa Benedetto XVI.
Quattro anni fa Padre Sean Fortune si trovò al centro di un'inchiesta a largo raggio sugli abusi del clero sui minorenni. Lo scandalo venne fuori quando si parlò di un documento segreto del Vaticano che copriva gli stupratori e le vittime degli abusi. Colm o' German, violentato da Padre Fortune quando aveva quattordici anni, è tornato a Fern per dimenticare quegli eventi.
COLM - Ogni domenica mattina, dopo aver abusato di me, Padre Fortune mi lasciava nel suo letto e scendeva a dire la sua prima messa. Poi tornava ad abusare di me. In seguito andavamo a far colazione insieme, dopodiché presenziavo alla sua seconda messa.
KENYON (al pubblico) - La Chiesa locale sapeva che Padre Fortune era un pedofilo, ma invece di informare la polizia cominciò a trasferirlo da una parrocchia all'altra. Quando esplose lo scandalo, si ammazzò prima del processo. Indagando su chi lo aveva aiutato a nascondere le sue malefatte, Colm riuscì a scoprire che era stato il più vecchio esponente della diocesi, l'arcivescovo Brendan Comiskey.
MAC DONALD - Comiskey, sei stato tu ad aiutare Padre Fortune ad abusare dei suoi ragazzi?
COMISKEY - Quando venni a conoscenza del fatto, lo cacciai dalla parrocchia e lo indussi ad andare da uno psicoanalista.
MAC DONALD - Dopo che erano trascorsi sei anni? Perché non lo hai fermato prima?... (al pubblico) Comiskey si dimise. Dopo le sue dimissioni ci furono tante altre storie di abusi. Adesso Colm dirige una associazione irlandese che si occupa delle vittime, ha ottenuto l'apertura di un'inchiesta governativa e ha scoperto che la copertura delle violenze aveva coinvolti diversi preti.
COLM - Il giornale locale ha descritto con abbondanza di particolari le violenze esercitate da ventisei preti - coperti dalla cultura del segreto e dal terrore dello scandalo che hanno indotto il nuovo vescovo a mettere la sicurezza dei bambini al primo posto tra gli interessi della Chiesa - su un centinaio di adolescenti.
KENYON (al pubblico) - Nel corso delle indagini Colm si convinse che il documento segreto, conosciuto come Crimen Sollicitationis, era stato utilizzato per mettere a tacere le accuse di abusi.
AIDEN DOYLE - Dopo quarant'anni mi ricordo ancora di quello che accadde nella mia camera quando Padre Fortune entrò con un pretesto, mi gettò improvvisamente sul letto, mi intimò di giacere accanto a lui e si accanì contro di me. Poi mi disse che mi considerava una persona speciale e io mi chiesi quanto sarebbe durato quell'incubo.
KENYON (al pubblico) - Dopo l'aggressione, Aiden raccontò ad altri preti quello che gli era accaduto, ma questi, invece di rivolgersi alle autorità, impedirono alla vittima di confidarsi con qualcuno.
AIDEN - Mi fecero giurare che avrei tenuto la bocca chiusa, ma subito dopo mi chiesi perché avrei dovuto farlo, se non ero stato io il protagonista di quel misfatto.
AIDEN - Mi imposero di tacere e mi dissero di non preoccuparmi e che bastava perdonare.
KENYON - Aiden restò così impaurito che ha taciuto per quarant'anni. Il prete che l'ha stuprato non è stato mai punito. Per capire a fondo il Crimen Sollicitationis, Colm si incontrò con Padre Tom Doyle, un esperto di diritto canonico, un tempo stimato in Vaticano, ma oggi non più a causa del suo interessamento agli abusi del clero.
DOYLE - Il Crimen Sollicitationis prescrive una politica di segretezza assoluta su tutti gli abusi per punire quelli che vorrebbero richiamare l'attenzione su questi crimini, il che prova che le gerarchie ecclesiastiche sono interessate unicamente al controllo della situazione. Il documento non provvede infatti ad aiutare le vittime e contiene minacce di scomunica per chiunque dovesse svelare la verità con l'obiettivo di proteggere la reputazione dei preti. Fu Ratzinger a imporlo e poi a mandare nel 2001 a tutti i vescovi del mondo un altro documento che ribadiva con enfasi la segretezza. Recentemente ha aggiunto che tutte le accuse devono essere vagliate dal Vaticano.
KENYON - Il nuovo documento fu una opportunità mancata di modernizzare l'approccio della Chiesa proprio mentre stavano esplodendo gli scandali più grandi negli Stati Uniti. Colm allora andò a Roma per capire se si trattava di casi isolati sfuggiti al controllo del Vaticano o una copertura sistematica delle gerarchie ecclesiastiche.
COLM - Mentre nel 2002 gli scandali esplodevano in Irlanda, centinaia di casi stavano emergendo negli Stati Uniti, dove 4.500 preti furono accusati di violenza o abusi sessuali sui minori.
KENYON - Il centro degli scandali era Boston, dove i preti accusati di reati sessuali venivano sollecitamente spostati da una parrocchia all'altra. Al vescovo prontamente allontanato a causa di un simile modo di comportarsi subentrò allora Padre Patrick Wall, un ex benedettino al quale il Vaticano ordinò di imporre il Crimen Sollicitationis.
WALL - Essendomi accorto di essere manovrato, decisi di non lavorare più per una istituzione che si sforzava di sembrare santa, ma che pensava solo a proteggere se stessa. La maggior parte dei casi non fu mai scoperta, perché, in ossequio all'ordine che lo scandalo doveva essere soffocato a ogni costo, le vittime furono messe a tacere con qualsiasi mezzo.
KENYON - Padre Patrich allora lasciò il clero e si unì ai difensori delle vittime. Il primo caso che affrontò fu quello di uno stupratore insaziabile, Padre Oliver O' Grady, ordinato in Irlanda, ma operante in California. Egli depose l'anno scorso in un processo nel quale era accusato di aver sodomizzato un bambino più di cento volte.
O'GRADY - Preferivo i ragazzini snelli, dei quali mi attraeva la zona genitale che una forza irresistibile mi costringeva a toccare.
KENYON - Egli ha riconosciuto che le sue vittime sono state almeno 30 in 20 anni.
DOMANDA - Si sentiva attratto anche dalle ragazzine?
O' GRADY - Solo da quelle che mi tentavano. Allora sollevavo le loro vesti quasi inconsciamente, ma facendo in modo che non se ne avvedessero. Era più piacevole restare a guardare i loro indumenti intimi che toccarle.
KENYON - O'Grady fu messo in prigione per sette anni. Adesso vive in Irlanda. Le sue vittime accusano il suo successore, il cardinale di Los Angeles, Roger Mahoney, di aver trasferito O'Grady da una parrocchia all'altra per evitare lo scandalo.
DOMANDA - Dopo quello che hai fatto ti ritieni ancora un Pastore?
O'GRADY - Certamente no.
KENYON - Nel 2002 la Chiesa cattolica americana reagì allo scandalo che montava, istituendo un'associazione indipendente, chiamata Comitato Nazionale per il Riesame.
ANNE BURKE (Comitato Nazionale per la Revisione) - Il Comitato rilevò le stesse percentuali di aggressioni sessuali in tutte le diocesi del mondo.
KENYON - L'analisi degli scandali sessuali del clero indussero il suo Presidente, Frank Keating, Governatore dell'Oklahoma, a paragonare la segretezza della Chiesa a quella della mafia e a rassegnare le dimissioni dopo un anno. Nella lettera di dimissioni egli disse che il fatto che i preti non obbedivano ai mandati di comparizione e i loro superiori depennavano i nomi degli stupratori era tipico delle organizzazioni criminali. Il Comitato comunque andò avanti e produsse una Carta per la protezione dei bambini. In tutto l'Occidente le accuse contri i preti provocarono risposte di questo tipo. In America, anche quando l'attenzione su quegli eventi calò, la Chiesa continuò ad analizzare le accuse in segreto e ad emarginare le vittime.
BURKE - Non abbiamo esaminato prove sufficienti a dimostrare che siamo soddisfatti di quello che abbiamo fatto. E la situazione sta peggiorando, perché la Carta viene osservata sempre meno e molte diocesi non riescono a trasferire i preti incriminati.
Pensavamo che gli ultimi quattro anni avrebbero insegnato sia a noi che ai vescovi abbastanza per riuscire a tenere la situazione sotto controllo. E invece da quello che avviene nella Chiesa ci accorgiamo sempre più spesso che questa non imparava niente dagli errori del passato.
KENYON - C'è una tensione tra le regole della legge e quelle della Chiesa, tra la protezione dei bambini e quella del cardinale Ratzinger.
PADRE TOM DOYLE - Non esiste nessun accordo per aiutare le vittime e nemmeno quelli che cercano di aiutarle, esiste però un accordo tacito per mentire sulla esistenza del problema. In quanto ai preti incriminati, quando sono scoperti non vengono sottoposti a inchiesta né perseguiti, ma semplicemente rimossi in segreto e senza rivelare i motivi del provvedimento. C'è una totale mancanza di considerazione per le vittime e i minori destinati a essere le loro nuove vittime nella nuova parrocchia. La stessa pratica viene seguita in tutti i Paesi del mondo.
KENYON - Il Crimen sollicitationis non ha riempito il vuoto di credibilità che si era venuto a creare.
COLM - Ero in Brasile, il più grande Paese cattolico al mondo con 125 milioni di fedeli, ma con enormi sacche di miseria e ignoranza, turismo sessuale e tanti bambini bisognosi di protezione. La Chiesa cattolica non sembra aver imparato la dura lezione ricevuta dal mondo occidentale.
KENYON - Sei anni fa arrivò un prete nuovo nella piccola comunità rurale di Annopolis, nel Brasile centrale, Padre Tarcisio Tadeu Spiricigo, incriminato dalla polizia di San Paolo per abusi sessuali sui minori.
COLM - Il prete era stato incriminato la prima volta nel 1991. Prima di arrivare ad Annopolis era già stato trasferito almeno quattro volte e aveva continuato comunque a violentare minori. Il vescovo che lo aveva trasferito conosceva la sua storia, ma disse che era stato curato e così gli abusi continuarono.
KENYON - Il prete si trasferì in una abitazione vicina a quella di una certa Donna Elza, alla quale si offrì subito di dare lezioni di chitarra al suo nipotino di cinque anni. Un giorno il bambino confidò alla nonna che sapeva fare l'amore e che non lo aveva detto ai suoi genitori per paura di essere picchiato. La nonna gli chiese che cosa era accaduto e rimase sconvolta dal racconto del nipotino. Non si sarebbe mai aspettata una cosa del genere da un prete. Da allora quando i bambini lo incontravano lo chiamavano "mogliettina del prete" e il nipotino se ne vergognava a tal punto da desiderare la morte.
KENYON - Se il cardinale Ratzinger, che istruiva le cause per abusi sui minori, era a conoscenza di quello che aveva fatto Padre Tarcisio, perché gli consentì di continuare a lavorare a stretto contatto con i bambini?
COLM - E' sorprendente constatare che la storia è sempre la stessa, in ogni tempo e in ogni luogo. I vescovi trasferiscono i preti che hanno già stuprato dei bambini in altre parrocchie dove continueranno a commettere altri crimini sessuali. Questo ragazzino è stato violentato nel 2002, mentre gli scandali del clero sconvolgevano gli Stati Uniti e l'Irlanda e il Vaticano cercava pretesti per giustificarli. Adesso il ragazzino vuole morire, perché ha perduto la gioia di vivere e a scuola lo chiamano "la ragazza del prete". E la Chiesa non muove un dito. Così non può andare avanti.
KENYON - Nonostante quel prete avesse già abusato di un tredicenne a San Paolo, Donna Elza sostiene che la Chiesa e la comunità la costrinsero a riversare le accuse sul nipotino.
DONNA ELZA - La Chiesa era arrabbiata con me e la gente mi evitava. Avrei voluto difendere mio nipote, ma mi sentivo emarginata.
COLM - Il popolo non capì. Ma allora aveva la sua fede, mentre oggi l'ha perduta.
ELZA - Sono triste. Temo che mio nipote avrà dei problemi.
COLM - Il prete si comportava come se non fosse successo niente. Nel suo diario aveva descritto il tipo di ragazzino a cui mirava e come evitare di farsi prendere. Doveva essere povero, maschio, orfano di padre, affettuoso, tranquillo, bisognoso di protezione, privo di scrupoli sessuali e avere dai sette ai dieci anni. Doveva cercalo nelle scuole, nelle strade e nelle famiglie. Per agganciarlo doveva offrirsi di dargli lezioni di chitarra o invitarlo a entrare nei cori. Doveva ingraziarsi la famiglia e chiedergli prestazioni sessuali in cambio di regali.
KENYON - Dopo decenni gli abusi di Padre Tarcisio furono portati alla luce dalla polizia. L'anno scorso fu condannato a quindici anni di carcere.
DOYLE - Il Vaticano non ha una politica per la protezione dei bambini, ma ne ha una per tenere sepolti gli scandali nella segretezza e limitare i danni per quanto possibile.
KENYON - L'ordine del cardinale Ratzinger di inviare tutte le accuse in Vaticano si sta rivelando frustrante per gli operatori sociali che cercano di mettere in carcere i preti sospetti. Questo è Padre Joseph Henn, maestro del coro. Questa foto fu presa durante il suo primo incarico a Phoenix in Arizona, quando conobbe Rick Rivezo, un chierichetto di quattordici anni.
RIVEZO - I miei genitori sapevano che trascorrevo il tempo insieme a lui. Veniva spesso a casa mia. Ricordo che mio padre mi diceva che per Joseph la porta doveva essere sempre aperta, in quanto lo considerava un membro della famiglia.
KENYON - Una volta guadagnata la fiducia della famiglia del ragazzino, Padre Henn cominciò ad abusarne.
RIVEZO - Ci portava ai matrimoni, ai funerali, in piscina. Andava nella canonica e mi diceva di tirare fuori dai cassetti i costumi da bagno perché potesse asciugarli. Poi mi dava un asciugamani e mi invitava ad aspettarlo a letto. Si sedeva di fronte a me e mi massaggiava tutto il corpo dall'alto in basso e viceversa. Cercavo di evitare il suo sguardo e, per non farmi coinvolgere nel gioco, chiudevo gli occhi. Quando le mie mani toccavano le sue gambe, le ritraevo di colpo, giravo la testa dall'altra parte e mi auguravo che la cosa finisse in fretta.
KENYON - L'uomo che trattava il suo caso era Rick Rowley, un famoso avvocato di Phoenix, che, prima di andare in pensione, riuscì a estorcere una confessione scritta dal vescovo locale nella quale questi ammetteva di avere coscientemente nascosto alla polizia gli abusi dei suoi preti.
ROMLEY - L'ostruzionismo che vidi mentre svolgevo le indagini non l'avevo mai visto per tutta la mia carriera. Era difficilissimo ottenere un'informazione dalla Chiesa. Eravamo a conoscenza di certi incontri che avevano avuto luogo, ma essi non produssero nessun documento che avrebbe potuto aiutarci.
KENYON - La linea seguita dal Vaticano è che i crimini sessuali commessi dal clero vanno giudicati seguendo esclusivamente il diritto canonico.
ROMLEY - Supponevamo che ci fossero archivi segreti ai quali attingere in qualsiasi circostanza, ma ci dissero che il Nunzio aveva ordinato di non consentire l'accesso a informazioni di tipo criminale, perché erano state sottoposte a una speciale protezione. La Chiesa non vuole riconoscere che il problema è serio perché non vuol consentire alle autorità civili di porre un freno agli abusi dei suoi preti. Ci contrastavano passo passo, realizzando una vera e propria tattica ostruzionistica.
KENYON - La sua battaglia più dura fu quella contro Padre Henn e altri due preti, che andarono all'estero per sfuggire ai persecutori americani.
COLM - Sapevo che questi preti avevano fatto voto di obbedienza a Roma. Allora decisi di mandare una lettera in Vaticano, per chiedere, dopo che le accuse formali erano state avanzate, che costringessero i preti incriminati a eseguire i loro ordini, tornare in patria e consegnarsi, per consentire alla giustizia di seguire il suo corso, ma restai molto deluso. Avevo scritto al cardinale Sodano, il segretario di Stato, per chiedergli se poteva ordinare a questi preti di tornare in patria, ma mi rimandavano la posta indietro con il pretesto che il destinatario si era rifiutato di accettarla. Non aprivano nemmeno la busta. Una Chiesa con l'autorità morale per fare quello che è giusto è venuta meno al dovere di impedire l'abuso sui bambini. Eppure aveva avuto una reale opportunità di dichiarare al mondo che si sentiva responsabile della protezione dei bambini. E invece non rispondeva neppure.
KENYON - Padre Henn, il prete che con la scusa di portare in piscina Rick Rivezo finì per abusare di lui, adesso è ricercato per tredici accuse per molestie avanzate da un gran giurì negli Stati Uniti. Ma non è più là. E' al sicuro in Vaticano e si oppone all'estradizione dal quartiere generale del suo ordine religioso, i Salvatoriani. Il Vaticano non l'ha costretto a tornare in America ad affrontare il processo.
COLM - La cosa più straordinaria di questa storia è che Padre Henn non è solo. Un giornale americano ha scritto recentemente una serie di articoli sotto il nome di "preti fuggitivi" e ha scoperto che c'erano più di sette preti americani, accusati di abusi sessuali sui minori, che vivono con il sostegno della Chiesa, dentro e fuori del Vaticano.
KENYON - Può darsi che il Vaticano conservi le prove di altri preti che abusano dei minori in ogni parte del mondo, ma, invece che alla cooperazione e alla trasparenza, le direttive della Chiesa mirano all'ostruzionismo e alla copertura. C'è un uomo però che ha il potere di cambiare tutto.
DOYLE - Il cardinale Ratzinger, che adesso è il Papa, potrebbe dire "questa è la politica di tutta la Chiesa. Cooperazione piena ovunque con le autorità civili e isolamento e dimissioni dei preti dichiarati colpevoli. Completa apertura e trasparenza delle situazioni finanziarie. Eliminazione degli ostacoli ai processi".
KENYON - Il Vaticano non ha risposto alle ripetute richieste di un'intervista sui casi acclarati. Padre Henn ha perduto la sua lotta contro l'estradizione negli Stati Uniti. Egli è qui da quando scappò dal quartier generale dei Salvatoriani dove si trovava agli arresti domiciliari mentre si credeva che si nascondesse da qualche parte in Italia. C'è un mandato internazionale per il suo arresto. In precedenza il prete cattolico Oliver O'Grady passò sette anni in un carcere americano per abusi sui minori. Anche se gli psichiatri americani lo avevano definito uno stupratore sistematico che aveva bisogno di curarsi per tutta la vita, fu riportato in Irlanda nel 2001. Il suo nome non appare nel Registro dei criminali sessuali irlandesi e non ci sono restrizioni per quanto riguarda i suoi contatti con i bambini.
DOMANDA - Quindi gli abusi e le molestie erano quasi un'occupazione a tempo pieno durante tutta la sua carriera di prete.
O'GRADY - Direi che ne costituiva una parte significativa.
DOMANDA - Delle vittime molestate quanti erano ragazzi e quante ragazze.
O'GRADY - Tre quarti erano maschi e un quarto femmine.
DOMANDA - Che altro è successo dopo tutto quello che è accaduto?
O'GRADY - Niente. La vita è andata avanti.

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