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sabato 5 maggio 2007

India, i bambini poveri nelle scuole ricche

In India prove d'integrazione nei bastioni del privilegio
I bambini dello slum nella scuola delle élite

http://www.corriere.it

A Nuova Delhi una dentro l'altra la Sanskrit school dei ricchi e la Umang dei derelitti: per ridurre le distanze nel paese delle caste

DAL NOSTRO INVIATO
NUOVA DELHI – Colla, cartoncini colorati e forbici sui banchi scintillanti: come in un’aula d’asilo qualunque. Ma seduti ci sono marmocchi più grandicelli, occhi profondi e pelle scura: sono i derelitti dello slum Sanjay Gandhi Basti, nel sud di Delhi. Una distesa di lamiere e rifiuti che guarda il quartiere lussuoso dei diplomatici e degli alberghi a cinque stelle. Tra le due aree, c’è giusto la Sanskriti school, fondata dalle mogli dei funzionari e frequentata dai figli di burocrati, politici e professionisti. Al suo interno manda avanti una scuola parallela: la Umang, dedicata a chi vive nelle baraccopoli. Scuola ricca, allievi poveri. Ogni pomeriggio è frequentata da 180 bambini, che passano dagli odori fetidi delle baracche e della strada ai profumi delle aule tirate a lucido e dei prati all’inglese. Dalle case senza luce e acqua corrente alle lezioni di ginnastica in piscina...

... ben vengano i bambini poveri nelle scuole ricche: per chi riesce a venirne a capo, la strada poi è tutta in discesa. Lo testimonia Naveen Yadav, che oggi ha 23 anni e si sta laureando in biotecnologia alla Delhi School of Engineering: «Nessuno da una scuola pubblica sarebbe potuto arrivare fino a qui. Non è una questione di voti, ma di cultura, conoscenza, preparazione per la vita. Io non mi sento in soggezione a parlare con un manager». Lui è l’unico «colletto bianco» della famiglia: «Non provo nessun senso di estraneità rispetto ai miei genitori e ai miei fratelli. Piuttosto un senso di responsabilità» dice. La nuova India parte anche da qui.
Alessandra Muglia
04 maggio 2007

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