The Owl Pages

\

owllogo

The Daily Owl
Italian Journal of Psychology and Internet
Psicologia Online

WebPsych Partnership Member

ARCHIVIO

nelle pagine dell'archivio si ritrova la storia di
Italian Journal of Psychology and Internet - Psicologia Online
ma anche la storia della psicologia italiana e mondiale in rete
dal 1996 al 2000
(i link alle pagine web o alle immagini possono risultare datati e dunque errati)
Visualizzazione post con etichetta preti. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta preti. Mostra tutti i post

venerdì 1 giugno 2007

Il video della BBC sui preti pedofili e le vicende di Rignano Flaminio, 'inquadrate' devotamente e zelantemente da Giuliano Ferrara

Questo articolo di Giuliano Ferrara è da incorniciare, per tempi futuri, quelli del proseguimento del processo per i fatti di Rignano Flaminio, e quelli del sempre possibile ripensamento, o risveglio, di una mente laica momentaneamente devota, anzi, come succede sempre ai neoconvertiti, zelantemente devota.


quote (anonimo sardo @ 1 Jun 2007, 13:49 )
GRANDISSIMA RISPOSTA "PREVENTIVA" DI FERRARA A SANTORO:

Il rogo delle streghe cattoliche
Al nuovo oscurantismo secolarista i porno-pedo-media tracciano la rotta
Certo che esistono preti capaci di abusi sessuali, omosessuali e pedofili. Come esistono laici, in ogni settore della vita privata e della vita civile, capaci di ridurre a strumento il corpo di un altro. La differenza, semmai, sta nel fatto, segnalato da un’invettiva di Francesco Agnoli su queste colonne, che per i cattolici questo abuso è indubitabilmente peccato, mentre per la morale laica è sempre più difficile fissare un confine che divida un amore diverso da un’offesa all’umanità e ai diritti dell’altro, e in particolare del bambino o della bambina. In Olanda, accanto alla legislazione matrimoniale tra le più variegate e libere del mondo, è sorto in nome della libertà un partito che intende riabilitare il concetto e la pratica della pederastia. Nella tradizione greco-pagana e romana, prima del cristianesimo, l’amore e il libero desiderio per i fanciulli e le fanciulle erano d’altra parte uno dei codici poetici e filosofici nobili della vita associata. Ma ora il mondo di Lolita e del marchese De Sade rovescia il proprio libertinismo, sia nella sua versione letteraria alta sia in quella bassa, semplicemente morbosa e brutale, in una caccia alle streghe cattoliche, nel rogo ideologico di un’istituzione, il sacerdozio, che la Riforma protestante e gli spiriti protestanti del mondo moderno rigettano in nome del sacerdozio universale, nel quadro di un attacco illiberale ai sacramenti e alla tradizione della chiesa fondata da Gesù Cristo. Una campagna vergognosa la cui rotta è tracciata invariabilmente dai media pedo-pornografici, con le facce imbellettate e i capelli imbionditi dall’henné a testimoniare il diritto alla generalizzazione, alla diffamazione specifica, all’insinuazione, al delirio morboso che trasforma fatti precisi in fenomeni diffusi e fuori controllo, adombra complicità per ogni dove, punta in alto per attaccare il clero come tale e rimodellare la chiesa dall’interno secondo i dogmi fanatici della cultura secolarista. Primo dogma lo share.
Siamo appena usciti dal Grande Fratello Pedofilo di Rignano Flaminio, non abbiamo ancora elaborato il lutto di un’indagine che ha fatto strame di persone umane e di bambini vessati dalle fobie adulte senza uno straccio di prova, in omaggio al culto morboso dell’antipedofilia militante, ed ecco che l’amore dovuto ai piccoli diventa strumento d’attacco calunnioso in odio ai preti e a quel che significano di diverso, di irriducibile, nel mondo moderno. Laicisti Torquemada da strapazzo, che hanno fatto fuori un cattolico da un incarico pubblico in Europa accusandolo di aver usato la parola peccato, pur ben distinta dalla parola reato, importano in Italia al livello più basso, la programmazione di quell’azienda culturalmente fallita che è la Rai, un banale volantino anticlericale confezionato da quell’azienda civilmente fallita che è la Bbc, tribuna di tutte le calunnie sulla guerra e sulla pace. Buona visione.


*



http://www.forum.rai.it/index.php?showtopic=147226&f=194&st=480
1 Giugno 2007

Video Bbc sui preti pedofili ad "Annozero"

Ieri sera è stato mandato in onda nella trasmissione condotta da Michele Santoro, “Annozero”, il video della Bbc sui preti pedofili.


Dopo le critiche da parte di padre Federico Lombardi, ufficio stampa del Vaticano, che ritiene il documentario ingiusto quando appunta le sue critiche sulle motivazioni di documenti ecclesiali di cui viene svisata la natura e la finalità; e da parte del centrodestra che lo ritiene un processo unilaterale contro la Chiesa e lo definisce un nuovo esempio di tv spazzatura, Michele Santoro si difende dicendo che “ieri sera si è avuta una prova di grande civiltà, Monsignor Fisichella ha dato un segnale che se la politica italiana sapesse raccogliere ci porterebbe in una situazione decisamente più favorevole perché si è confrontato in campo aperto. Ha detto la sua ma ha dimostrato una capacità di ascolto straordinaria anche rispetto a situazioni sconvolgenti".


È chiaro l’attacco alla politica italiana che tende a frenare la libertà dei giornalisti. È una situazione indegna di un Paese civile. Bisogna entrare in una sfera di civiltà che negli altri Paesi, come Inghilterra e Stati Uniti, è normale. Noi ci stiamo abituando ad un bassissimo tasso di libertà. E questo non va per niente bene. È un vero scandalo!


Daniela


http://www.repubblica.it/2007/05/sezioni/politica/rai-cda/commenti-annozero/commenti-annozero.html
e
http://tv.repubblica.it/home_page.php?playmode=player&cont_id=10504&fromplayer=10504&stream=video

ildelfino.ilcannocchiale.it

giovedì 31 maggio 2007

Video BBC sui preti pedofili: in onda questa sera, 31/05/07, su Anno Zero

Annozero, record di ascolti tra le polemiche

http://www.repubblica.it

La trasmissione ha registrato un vero e proprio record di ascolti, è stata seguito da 4.781.000 spettatori con il 21,01% di share.

Si tratta del risultato migliore da quando Santoro, il 14 settembre dello scorso anno, è tornato in tv. La prima puntata di Annozero, dopo oltre quattro anni di assenza di Santoro dal piccolo schermo, fu seguita da 3.794.000 spettatori con uno share del 15,97.


AI: SIR, NON ESISTE NOSTRA NOTA SU VIDEO BBC

http://www.adnkronos.com/IGN/Politica/?id=1.0.990378810

SI TRATTAVA DELLA PRESA DI POSIZIONE DI FRANCO MUGERLI


Citta' del Vaticano, 31 mag. - (Adnkronos) - Il Sir, l'agenzia stampa dei vescovi italiani, ha smentito ufficialmente questo pomeriggio di aver diffuso nella mattinata di oggi una nota nella quale esprimeva il giudizio di sciacallaggio giornalistico a proposito del video della Bbc ''Sex crime and Vatican''.



ADN Kronos - 1 ora, 9 minuti fa

Roma, 31 mag . (Adnkronos) - Il filosofo Gianni Vattimo, docente all'Universita' di Torino ed ex europarlamentare DS, e il professor Alessandro Meluzzi, psichiatra, teologo, terziario carmelitano e prossimo diacono, oltreche' ex parlamentare di Forza Italia e dell'Udeur, saranno i protagonisti di ''Confronti'', il programma condotto da Gigi Moncalvo in onda su Raidue domani alle 23.30. L'intera puntata sara' dedicata alle reazioni, ai commenti e alle polemiche sul documentario della BBC Sex Crimes and the Vatican, la vicenda legata al programma ''Anno Zero'' di Michele Santoro, e sugli interrogativi suscitati dal filmato a otto mesi dalla prima messa in onda (1 ottobre 2006). Nel corso del programma verra' ospitata l'opinione di Vittorio Sgarbi il quale, tra l'altro, rispondera' alle critiche di Corrado Augias formulate su La Repubblica.

Chiarita la questione aperta dal pronunciamento del Tar Lazio
che aveva sospeso l'efficacia di un'ordinanza ministeriale in materia"
Il Consiglio di Stato dà ragione a Fioroni
La religione porterà crediti per la maturità
di SALVO INTRAVAIA

Video BBC sui preti pedofili: 'il pubblico servizio, assicuri una corretta informazione, la tutela dei diritti dei minori' ...


Spaccatura sulla trasmissione dedicata al tema dei preti pedofili
Cda Rai diviso sulla puntata di Anno Zero
Un documento, votato dai soli consiglieri della Cdl, sottolinea «l’esclusiva responsabilità del Direttore Generale»

http://www.corriere.it

ROMA - Finale burrascoso per il Cda della Rai. Terreno dell'ennesimo scontro la puntata di Anno zero sui preti pedofili, prevista per giovedì sera. I cinque consiglieri del centrodestra, rimasti soli in consiglio, hanno approvato un documento in cui si sottolinea «l’esclusiva responsabilità del Direttore Generale in merito alla corretta gestione della trasmissione, da lui autorizzata e lo impegna, nell’ambito ed in coerenza con i suoi poteri e responsabilità sopra richiamati, di vigilare affinché la trasmissione in questione risponda alle esigenze del pubblico servizio, assicuri una corretta informazione, la tutela dei diritti dei minori, il più rigoroso rispetto delle leggi nonché di tutte le diverse idee e sensibilità». Alla votazione - spiega una nota di Viale Mazzini - non hanno preso parte il Presidente Claudio Petruccioli e i Consiglieri Curzi, Rognoni e Rizzo Nervo, che avevano abbandonato la seduta.
30 maggio 2007



ROMA - Dopo le polemiche - dentro e fuori da Viale Mazzini - stasera Annozero, il programma di Michele Santoro in onda su Raidue in prima serata, dedicherà la puntata a Sex crimes and the Vatican, l'inchiesta della Bbc sui crimini sessuali commessi da religiosi trasmessa dall'emittente britannica lo scorso ottobre.

Ospiti della puntata - messa a punto, si sottolinea dalla redazione di Santoro, informando minuto per minuto la direzione generale - saranno monsignor Rino Fisichella, rettore della Pontificia Università Lateranense; don Fortunato Di Noto dell'Associazione Meter, che da anni lotta contro il fenomeno della pedofilia su Internet; il matematico Piergiorgio Odifreddi, autore di Perché non possiamo essere cristiani; il giornalista Colm O'Gorman, che ha firmato l'inchiesta.
Questo e' la Politica Medioevale del Vaticano
che censura,terrorizza ed alla fine ottiene solo odio e paura, da tutti!
http://video.google.it/videoplay?doci...

http://www.youtube.com/watch?v=HwY1Juhz6mM
A poche ore dalla messa in onda del reportage della Bbc sui preti e la pedofilia duro attacco della Sir, l'agenzia della Cei...

"Noi - spiega ancora Mugerli - non abbiamo paura della verità. Riteniamo la pedofilia un grave crimine contro l'umanità e la Chiesa. Ma facciamo nostro quanto richiamato da papa Giovanni Paolo II ai vescovi americani: 'pur riconoscendo il diritto alla dovuta libertà d'informazione, non bisogna consentire che il male morale divenga occasione di sensazionalismo'. In questo modo non si aiuta la ricerca della verità, ma al contrario si contribuisce alla perdita del senso morale della società".

venerdì 25 maggio 2007

Il video della BBC sui preti pedofili è scomparso da Google e da YouTube

YouTube e il motore di ricerca oscurano Sex Crimes and the Vatican
Ma è ancora possibile vederlo in altri siti. Andrà in onda sulla Rai il 31 maggio
Il video sui preti pedofili scompare da Google
"Viola il copyright detenuto dalla Bbc"

http://www.repubblica.it

Il video sui preti pedofili scompare da Google
"Viola il copyright detenuto dalla Bbc"

ROMA - "Il video non è più disponibile per motivi di diritti d'autore, detenuti da Bbc Worldwide Inc.". Questa la laconica scritta in rosso che appare su Google.com e YouTube se si cerca di aprire il documentario sul Vaticano e i crimini sessuali, realizzato e mandato in onda dall'emittente pubblica britannica nel 2006 e diffuso ormai quasi ovunque in rete. E' un fatto: se è vero che milioni di persone lo hanno già scaricato e visto - solo 600mila negli ultimi giorni - il filmato dello scandalo è scomparso dai maggiori motori di ricerca, Google in testa, e di conseguenza da YouTube, il più popolare sito di video, anch'esso di proprietà del colosso di Mountain View.

Le motivazioni ufficiali sono legate alla protezione del copyright: la Bbc ha infatti venduti i diritti per la trasmissione del documentario in Italia alla Rai - costo 25.000 euro - e il video andrà in onda il 31 maggio nel corso della trasmissione "Annozero" condotta da Michele Santoro. Ma c'è chi non esclude che siano entrati in gioco anche altri fattori: il Vaticano ha protestato in modo deciso contro la diffusione del video in rete, e il quotidiano Avvenire si è scagliato contro il filmato, definendolo un "infame calunnia via internet".

Il documentario sui sacerdoti cattolici in Irlanda, Stati Uniti e Brasile accusati di pedofilia è presto diventato uno dei più visti sul web, scatenando dibattiti e lunghe discussioni. Ma se è vero che i siti maggiori lo hanno rimosso è ancora possibile trovarlo, come nelle reti peer-to-peer e su quei siti che non linkano a YouTube ma lo hanno scaricato sui propri server: da noi www.beppegrillo.it, ad esempio.

(25 maggio 2007)
Tra i due litiganti il terzo gode, recita un noto proverbio. Ecco qundi spuntare, nel bel mezzo della diatriba ancora in corso, chi il documentario della BBC sui preti pedofili l'ha già messo in onda: una nota tv romana, Teleambiente, lo ha trasmesso due notti fa.

Il documentario, in ogni caso, è già andato in onda la scorsa notte sull'emittente romana Teleambiente, che fa parte di un consorzio di 7 tv del centro nord. Il filmato verrà riproposto dalla tv nelle prossime ore e probabilmente finirà anche nel palinsesti delle altre emittenti del gruppo. Anche il canale satellitare Nessuno Tv, che si vede su Sky al numero 890 del telecomando, è disponibile a mandarlo nel caso la Rai ci ripensi.

http://www.digital-sat.it/new.php?id=9534


giovedì 24 maggio 2007

Il video della BBC sui preti pedofili, da Santoro, su RAI2, andrà in onda o no?

Il quesito se lo pongono anche i numerosi partecipanti al forum di Anno Zero

http://www.forum.rai.it/index.php?showforum=194

mentre un video di anticipazione e parziale discussione è visibile qui

Diretta web del 22 maggio 2007




http://www.annozero.rai.it/annozero/generazionezero/...

Intanto si sta scatenando un furibondo fuoco di sbarramento contro Santoro e il suo programma: per negare fondamento al documentario della BBC che denuncia i colpevoli e programmati silenzi sul tema dei preti pedofili da parte delle gerarchie cattoliche, il tentativo palese di chi vuole impedirne la messa in onda è quello di ottenere proprio quello scopo - il perdurare dei colpevoli e programmati silenzi, andando a colpire e infangare Santoro e chi come lui ritiene giustamente di andare in senso opposto, anche a vantaggio del mondo cattolico, che quelle colpe non si merita, e neppure quelle gerarchie.

Per tenere d'occhio quel che si sta scatenando, vale Google News:

http://news.google.com/news?hl=it&ned=&q=Santoro&btnG=Cerca+nelle+notizie

Libertà di stampa e riservatezza: considerazioni sul documentario della BBC e sui preti accusati di pedofilia

May 23

Libertà di stampa e riservatezza: considerazioni sul documentario della BBC e sui preti accusati di pedofilia

Negli ultimi giorni si è fatto un gran parlare del documentario della BBC, contenente le interviste a persone che lamentano di essere state vittime di preti pedofili, che dovrebbe essere mandato in onda prossimamente nel programma di Michele Santoro.

Il video, sottotitolato in italiano (e con tanto di trascrizione e forum di discussione), è reperibile qui: http://www.bispensiero.it/index.php?option=com_content&task=view&id=201&Itemid=6&limit=1&limitstart=0

La questione del rapporto tra libertà di stampa e riservatezza degli accusati è ormai annosa. Siamo di fronte ad un classico caso di interessi in conflitto: quello della società di essere informata su eventi rilevanti, e quello degli indagati e degli imputati di veder tutelata la propria reputazione. Entrambe comprendono pro e contro.

mercoledì 23 maggio 2007

Anno Zero, 20 Marzo 2007. Marco Travaglio: Andreotti e la pedofilia nel clero vaticano

Marco Travaglio: Andreotti e la pedofilia nel clero vaticano

http://www.youtube.com/watch?v=Vh0Zj_e95ME

Added: March 20, 2007
From: freeguerrillaradio



Provided By:
freeguerrillaradio
dal blog http://guerrillaradio.iobloggo.com/

Lei, senatore Andreotti, lamenta che oggi gli omosessuali dilagano, ma forse non sa che sono sempre esistiti. Lo sapeva che i papi, anche Ratzinger ma anche i precedenti, vengono eletti regolarmente sotto le volte affrescate della Sistina, affrescate da un signore che era notoriamente omosessuale come Michelangelo? Lei con quella pessima battuta sul cinemino associa l'omosessualità alla pedofilia, ma la stragrande maggioranza dei gay non sono affatto pedofili, e ci sono tanti pedofili tra gli eterosessuali, e anche fra i preti. Nel 2002 il Boston Globe ha vinto il premio Pulitzer per lo scoop sulle migliaia di casi di pedofilia nel clero coperte dalle gerarchie ecclesiastiche. Frank Keating, che era governatore dell'Oklahoma e poi è stato nominato capo della commissione laica di indagine sull'operato dei vescovi americani in quel frangente, ha paragonato il clero omertoso ai boss mafiosi. Secondo il Dallas Morning News, 2/3 dei vescovi americani (111 su 178) hanno permesso a preti pedofili di continuare a lavorare pur sapendo di che cosa erano accusati, e tra questi c'erano 8 cardinali e 40 vescovi. 7 vescovi sono stati indagati dalla magistratura e molti si sono dimessi. Per esempio l'arcivescovo di Lexington in Kentucky accusato di molestie da un ex chierichetto; l'ausiliario di New York che ha confessato rapporti con donne; e poi il più celebre, il cardinale di Boston, Bernard Law, che ha confessato di avere protetto per vent'anni i sacerdoti pedofili, compresi i rei confessi, poi ne ha cacciati 200.
dal sito anti pedofilia
http://guerrillaradio.iobloggo.com/



Il "danno d'immagine" che il ragazzo avrebbe causato alla chiesa, denunciando la violenza subita.

Da "Mi manda RAI TRE" del 15 dicembre 2006. La storia agghiacciante di un ragazzo che denuncia le violenze subite inseminario e il vescovo insabbia la sua richiesta di aiuto. Al processo penale il prete patteggia una pena di 2 anni e mezzo per aver esercitato violenza sessuale su 7 ragazzini di 12 anni. In seguito la curia porta il ragazzo in tribunale pretendendo 200.000 euro per il "danno d'immagine" che il ragazzo avrebbe causato alla chiesa, denunciando la violenza subita.


http://video.google.com/videoplay?docid=-5610635731319392166&q=sex+crimes+vatican

martedì 22 maggio 2007

Buone nuove gente: Papa Ratzinger contro la pedofilia (Gomi no Sensei)

E intanto Risultati 1 - 30 su circa 68 articoli simili.

http://news.google.com/?ncl=1103115086&hl=it

lunedì, 21 maggio 2007
Buone nuove gente: Papa Ratzinger contro la pedofilia
Karo Puk ti Gomi no Zensei,
tata l' otima e frutifera kolaporazione ke apiamo kon tuo plog (il fato ke l' apia skomunikato nula toglie ala stima ke profo per te), foglio rispontere a kritike ke ci stano piofendo atoso ta tuta rete tramite tikiarazione ke ti rilascio in esklusifa.

Per fafore proveti a komunikarla a tuti, altrimenti ti manto a kasa Opus Tei e alora si ke la pace (ma quela eterna) sarà kon te!

Papa Penetetto XVI


http://gominosensei.splinder.com


E INFATTI...



( http://www.predicabeneratzolamale.org/ )

PEDOFILIA: MONS. BETORI, DIOCESI NON RESPONSABILI PER REATI COMMESSI DA PRETI

RISARCIMENTO VITTIME NON E' PREVISTO

Citta' del Vaticano, 22 mag. (Adnkronos) - ''La Chiesa non puo' essere colpevole di un reato commesso da una singola persona''. Cosi' mons. Giuseppe Betori, segretario generale della Cei, ha risposto ai giornalisti, in merito a una notizia apparsa oggi sulla stampa, che riferiva di un risarcimento di un sacerdote di Agrigento nei confronti di una vittima di episodi di pedofilia.

http://www.adnkronos.com/IGN/Cronaca/?id=1.0.968752016

Betori: ecco le falsità del documentario

http://www.rai.it/news/articolornews24/0,9219,4544603,00.html

"Da parte nostra non c'è nessuna censura ma la lamentela perché ci risulta che il documentario riporti molte falsità di fatto", ha detto Betori in una conferenza stampa a margine dell'assemblea generale della Cei. "Speriamo che il modo in cui viene presentato faccia emergere le falsità, altrimenti non sarebbe un servizio alla verita'", ha aggiunto Betori.

Mons.Betori ha criticato in particolare il fatto che il filmato consideri un documento vaticano del 1962 come emanazione del cardinale Ratzinger mentre all'epoca questi era un semplice teologo.

Un'altra falsità nel documentario, a giudizio di mons. Betori, è che si spacci come un tentativo di coprire i pedofili la norma vaticana che centralizza presso la Congregazione per la dottrina della fede le segnalazioni su casi di pedofilia.

Questa norma, ha ricordato Betori, è stat introdotta proprio dopo lo scandalo dei preti pedofili che ha investito la Chiesa negli Usa e dopo la dura presa di posizione di papa Wojtyla contro i pedofili nella Chiesa. Si tratta, insomma, di adottare "maggiore severità nell'esaminare questi reati e nel punire i criminali che li compiono" e ciò indica l' "attenzione della Santa Sede a questo problema".

A proposito del recente caso di un prete di Agrigento che ha risarcito un ex seminarista del quale aveva abusato, mons. Betori ha precisato che in questo caso non è stata la diocesi, come avviene negli Usa, a risarcire le vittime, e che la legge italiana è differente.

"Come Chiesa - ha precisato mons. Betori - siamo vicini alle vittime e collaboreremo in ogni caso con le istituzioni qualora aprissero procedimenti penali o civili", ma raccomandiamo "severita' ma anche attenzione e discrezione, soprattutto nella prima parte delle indagini" per evitare accuse che poi si rivelino infondate, danneggiando le persone coinvolte.


Il video oltre che su Google sarà in visione sul blog di don Vitaliano della Sala, ex parroco di Sant'Angelo a Scala. E' lo stesso sacerdote disobbediente a comunicarlo in una nota. "Abbiamo scelto di pubblicarlo - spiega don Vitaliano - perché ciascuno abbia la possibilita' di essere informato senza censure, di farsi un'idea di approvazione o di critica e di poterla esprimere. Ovviamente pubblicheremo eventuali smentite ufficiali o chiarimenti".

http://www.tgcom.mediaset.it

Il documentario della BBC trasmesso in Inghilterra nel 2006 sugli scandali di Preti & Pedofilia che richiama il "Crimen Sollicitationis", un documento vaticano che impone il divieto a testimoniare in tribunali civili (pena la scomunica) per reati di abusi sessuali che avessero coinvolto religiosi. In Italia non è mai andato in onda né, fino alla richiesta di Santoro ai vertici Rai, i giornali o altri mezzi di informazione vi hanno fatto accenno. Ora grazie al sito www.bispensiero.it è disponibile la versione con sottotitoli in italiano. Lo trovate nella versione integrale al seguente indirizzo:

http://www.diggita.it/story.php?title=Sex_crimes_and_Vatican_documentario_BBC_censurato

Abbiamo scelto di pubblicarlo non per mancanza di rispetto nei confronti del pontefice, ma perchè ciascuno abbia la possibilità di essere informato senza censure, di farsi un’idea di approvazione o di critica e di poterla esprimere. Ovviamente pubblicheremo eventuali smentite ufficiali o chiarimenti.

http://www.donvitaliano.it/?p=496#more-496


Il silenzio è sacro
di Giorgio Sturlese Tosi

Quaranta casi, molti rimasti nascosti. Le curie italiane difendono il segreto. A costo di non rimuovere i molestatori o persino di denunciare le vittime (Dall'archivio, novembre 2006)
http://espresso.repubblica.it/dettaglio/Il-silenzio-e-sacro

Il video della BBC sui preti pedofili. Il direttore generale della Rai ha sbloccato l'acquisto del reportage.

RAI: SBLOCCATO ACQUISTO REPORTAGE BBC SU PRETI PEDOFILI

http://www.adnkronos.com/IGN/Politica/?id=1.0.968604748

MA NON ANDRA' IN ONDA QUESTA SETTIMANA, CDA RIPRENDE ALLE 15

Il reportage sarà trasmesso da «Annozero», ma non questa settimana
Sì ad acquisto documentario su preti pedofili
http://www.corriere.it

Via libera del direttore generale della Rai, Claudio Cappon: «Ma saranno rappresentate tutte le posizioni coinvolte»

Roma, 22 mag. - (Adnkronos) - Il direttore generale della Rai ha sbloccato l'acquisto del reportage del Bbc 'Sex Crimes and Vatican', dedicato a casi di pedofilia in ambienti ecclesiastici. E' quanto e' emerso nella seduta del Cda Rai di oggi, che riprendera' alle 15 dopo un'interruzione per il pranzo.

Il reportage sarà trasmesso da «Annozero», ma non questa settimana
Sì ad acquisto documentario su preti pedofili
Via libera del direttore generale della Rai, Claudio Cappon: «Ma saranno rappresentate tutte le posizioni coinvolte»

ROMA - Il direttore generale della Rai, Claudio Cappon, ha dato il via libera al documentario della Bbc sui casi di abusi sessuali compiuti da sacerdoti cattolici su bambini. Lo riferisce l'ufficio stampa dell'azienda pubblica. Michele Santoro potrà quindi mandare in onda il documentario come pezzo centrale del suo programma "Anno zero", ma con delle condizioni. «Certamente non andrà in onda questa settimana perché secondo Cappon ci sono delle cose da valutare, e comunque in trasmissione dovrà essere garantita la presenza di autorevoli esponenti della Chiesa», ha spiegato l'ufficio stampa.

REPORTAGE - Il documentario è stato trasmesso dalla Bbc lo scorso ottobre ma non si è mai visto in tv in Italia, anche se è stato ripreso e tradotto da alcuni blogger che l'hanno diffuso in rete. Adesso è in cima alla classifica di Google video Italia. Il presidente della Commissione Parlamentare di Vigilanza sulla Rai Mario Landolfi (An) ha detto che l'azienda dovrebbe impedire la trasmissione del documentario perché rientrerebbe nell'ambito di «una squadra di esecuzione mediatica pronta ad aprire il fuoco sulla Chiesa e sul Papa». Una serie di politici di sinistra ha immediatamente attaccato la richiesta di censura di Landolfi. La Chiesa cattolica italiana ha già condannato il documentario. Nel fine settimana il quotidiano della Conferenza episcopale italiana, Avvenire, ha accusato i blogger che hanno messo online il documentario di spargere «un'infame calunnia». Il documentario della Bbc analizza quelli che descrive come documenti segreti del Vaticano, che contengono informazioni relative alle procedure per l'abuso generalizzato del segreto confessionale. Il documento originale, aperto nel 1962, è stato aggiornato nel 2001 per occuparsi più nello specifico di pedofilia, man mano che la Chiesa è stata coinvolta in una serie di scandali legati all'abuso sessuale. L'anno scorso i vescovi inglesi hanno criticato la Bbc dicendo che dovrebbe «vergognarsi dello standard di giornalismo utilizzato per sferrare questo attacco infondato a Papa Benedetto».
22 maggio 2007

Il video della BBC sui preti pedofili. Grazie alla rete per un pezzo di verità.

Lunedì, 21 Maggio 2007
E grazie alla rete per un pezzo di verità

http://zambardino.blogautore.repubblica.it/2007/05/21/

A furor di popolo? Questo è certo. Bisogna vedere se il furore basterà a far sì che il documentario BBC sugli abusi sessuali in alcune realtà ecclesiastiche sia trasmesso dalla Rai nel programma di Michele Santoro. Se lo sarà, nel conto dovrà entrare anche un contributo di questo giornale. Che ne scrisse per la prima volta il 2 ottobre del 2006, cioè all’indomani della sua messa in onda da parte dell’ente televisivo britannico. E ne ha poi riscritto venerdì 18 maggio e ancora ieri domenica, e per quattro giorni di seguito su questo sito. A questo proposito, a proposito del sito, c’è chi ha detto che Repubblica.it avrebbe censurato il video. Basterebbe leggere fino in fondo gli articoli: vi si diceva, in quello di venerdì 18, che il video era stato non linkato perché la società detentrice dei diritti per l’Italia aveva diffidato il sito dal farlo, in pendenza del tentativo di vendita ad una emittente italiana. E adesso sappiamo anche qual è il cliente italiano.

Detto questo, del fatto che questo giornale ha parlato del caso quando altri ne hanno taciuto, torniamo al tema chiave della vicenda. Il furor di popolo e la vicenda documentario.

Ho visto quei 39 minuti di televisione. Li ho visti con angoscia, con dolore, e con interesse professionale crescente. Nessuno, nel giornalismo è portatore di verità, ma l’unico giudice dei pezzi di verità contenuti nel nostro lavoro non può che essere il pubblico. Quel documentario va trasmesso, per il bene di tutti, anche per il bene di chi viene accusato di omissioni e reticenze gravissime, perché così potra difendersi. Ma con prove su prove, non urlando. Altro modo di accostarsi alla verità dei fatti non c’è. La censura - perché di questo su tratterrebbe se si scegliesse di non mandarlo in onda - non avvicina alla verità: porta alla barbarie.

Se quel documento verrà messo davanti agli occhi degli italiani, il merito principale e prioritario sarà del movimento che è nato e si è aggregato in rete, con il contributo dei media che hanno creduto di dover fare il loro dovere riferendone. Centinaia di migliaia di persone lo hanno visto nella versione di Google Video, sottotitolata in italiano dal blogger Bispensiero.. Il caso è importante perché, non per la prima volta, ma per la prima volta con chiarezza e forza si afferma una volontà di una parte dell’opinione pubblica, che mette in discussione due cose: l’agenda dei media e la decisione della politica di non voler ridistribuire un documentario che peraltro è girato in parte a Roma - quando si parla del nascondiglio di alcuni dei responsabili degli abusi.

Sotto questo aspetto va detto con la massima chiarezza che chi protesta contro il silenzio dei media ha ragione. Tocca a loro, in via prioritaria, giocare, per la loro stessa credibilità, la partita della trasparenza.

Ma i media nuotano nell’acqua della politica e del potere. E in un paese nel quale una parte importante del parlamento si è battuto per il carcere ai giornalisti nei casi di diffamazione e di intercettazioni pubblicate, come se i giornalisti i documenti se li inventassero, il potere resta molto distante dal criterio del controllo da parte dell’opinione pubblica, anche nelle sue forme più elementari.

Trasmettere quel documentario è un dovere. Senza il movimento che è nato nella rete le poche voci che hanno parlato sarebbero state messe a tacere. I media che fanno il loro mestiere sanno da che parte devono stare.

commenti »



Di seguito, come The Daily Owl - centro mimir digest ha seguito gli eventi, dal 12 Maggio 2007 (oltre a questi, altri riferimenti in lingua inglese, qui non elencati)


Sex in a cold climate
Scritto da Bispensiero
domenica 20 maggio 2007



Questo video racconta di abusi, ancora abusi. Questa volta siamo in Irlanda, le vittime di queste atrocità subite raccontano fra le lacrime la loro agghiacciante esperienza. Dopo molti anni il peso di quelle pene le turba ancora, avendo evidentemente condizionato pesantemente il resto della loro vita, anche dopo la "liberazione" da quel carcere terribile chiamato "La Maddalena".
Il video parla da sè. Noi ci preoccupiamo esclusivamente di farlo conoscere; ciascuno potra valutare o meno se si tratta di costruzioni ardite contro la Chiesa o se si tratti della vera testimonianza di fatti realmente accaduti.


http://www.bispensiero.it

Mission

George Orwell adoperò la parola “bispensiero” nel suo romanzo intitolato “1984”, dando questa definizione di tale neologismo:
“Bispensiero sta a significare la capacità di condividere simultaneamente due opinioni palesemente contraddittorie e di accettarle entrambe. (…) mediante l’esercizio del bispensiero [un individuo] riesce nel contempo a persuadere sè stesso che la realtà non è violata. (…) Spacciare deliberate menzogne e credervi con purità di cuore”.

Siamo in molti ad avvertire con fastidio la manipolazione che si tende a fare delle parole e del loro originario significato attraverso i media, a non essere affatto convinti, ad esempio, che un mitragliere su di un nostro elicottero in Iraq possa essere legittimamente definito un "costruttore di pace", per come questo intervento armato è nato e ci è stato spacciato.
Grazie alle tecnologie digitali e ad internet, uno straordinario strumento di informazione e di comunicazione interpersonale, siamo potenzialmente meno soggetti alla manipolazione delle parole quotidianamente inoculataci attraverso i media, specie attraverso le "sette sorelle" delle TV (RAI1, RAI2, RAI3, Rete4, Canale5, Italia1, La7) con il risultato di spegnere, a livello di coscienza comune, la vigilanza critica della ragione.

Mentre il luogo deputato alla "sede sociale" dell'intelligenza, l'Università, sforna diplomi di dubbio valore e tace, nell'Italia di oggi è toccato ad un comico svegliare, anche divertendo, le coscienze assopite: Beppe Grillo con i suoi spettacoli in giro per l'Italia e il suo blog www.beppegrillo.it, letto ogni giorno da più di 150.000 utenti. I suoi post quotidiani veicolano idee per persone che hanno ancora una testa capace di contenerle e di usarle autonomamente.

Quelle aggregatesi a Palermo e Catania, attraverso il sito di Beppe Grillo, hanno pensato di dar vita ad un portale articolato attraverso forum, blog, link, ecc. per elaborare idee e iniziative capaci di tradurre, nella specifica realtà locale siciliana, le provocazioni mentali del comico genovese. Si avverte soprattutto in Italia la mancanza di un giornalismo veramente libero, autorevole ed indipendente. Un giornalista libero e dall\'intelligenza lucida, Indro Montanelli, ci aveva avvertito in tempi non sospetti:
"Oggi per instaurare un regime, non c'è più bisogno di una marcia su Roma, né di un incendio del Reichstag, né di un golpe sul palazzo d'Inverno. Bastano i cosiddetti mezzi di comunicazione di massa: e fra essi, sovrana e irresistibile, la televisione".

Impariamo a spegnere la TV e ad accendere ogni giorno la testa, magari discutendo e confrontandoci assieme attraverso la rete internet

Il database dell'orrore (segnalato qui e ripreso qui)

http://vidicolamia.splinder.com/post/12304700

Nomi, cognomi, qualche faccia, data e ora e, soprattutto, il crimine. Dopo la messa in onda del video della BBC, quello che ha fatto imbestialire il Vaticano, il tema "Chiesa e abusi sessuali" non è più un tabù, o almeno lo è un po' meno. Almeno all'estero. Provate a fare un giretto su questo sito: http://app.bishop-accountability.org/member/index.jsp.

Sì. Avete visto bene. Si tratta di un database che raccoglie le generalità di tutti i preti accusati di reati sessuali dal 1950 al 2004. Negli Stati Uniti però. Agghiacciante ma emblematico. In totale gli "schedati" sono 4.392, divisi per nome, diocesi, stato.

In una colonna vengono riassunti in poche righe le ipotesi di reato e la portata della condanna.

Sorge spontanea una domanda facile facile: riusciremo mai ad avere in Italia uno strumento come questo? Così, tanto per avere un'idea delle persone a cui affidiamo la nostra anima inginocchiandoci in un confessionale.

Database of Publicly Accused Priests in the United States

http://app.bishop-accountability.org/member/index.jsp

According to the John Jay report commissioned by the U.S. bishops, allegations of sexual abuse were made in 1950-2002 against 4,392 priests. The number is generally believed to underestimate the problem. A few bishops have released the names of accused priests, but no official list exists of U.S. priests who have abused children and vulnerable adults. Below we present the most complete list currently available, culled from media reports and legal documents – with many photos, assignment records, and source articles.

Il video della BBC sui preti pedofili. Fassino: prudenza sul video

I DL sempre più DC: equilibrio, prudenza, DICO? NO, NON DICO... (E LA VICENDA DI RIGNANO E' SCOMPARSA DALLE CRONACHE...)

Il caso Santoro
Fassino: preti pedofili. Prudenza sul video
«Il filmato Bbc su Annozero? Bisogna avere equilibrio» Oggi la Rai decide se trasmetterlo. Forza Italia non dice no

http://www.corriere.it

ROMA — Il dialogo tra Piero Fassino e il mondo cattolico continua. L'ultimo messaggio del segretario Ds ha come sfondo la polemica sul caso Santoro, ovvero sul possibile acquisto del video «Sex crimes and Vatican» da parte di «Annozero», un duro filmato sui preti pedofili che sarebbero stati protetti dal Vaticano e dall'allora cardinale Joseph Ratzinger. Avverte Fassino: «L'argomento è tale che richiede da parte di tutti equilibrio e prudenza».

Nessun suggerimento al vertice Rai: «Si tratta di una decisione che compete all'azienda. Quando si affronta una materia così delicata servono molta attenzione e prudenza perché l'impatto di qualsiasi immagine, notizia o commento su temi così sensibili richiede equilibrio e prudenza». L'analisi è chiara: accostare il nome di Benedetto XVI alla pedofilia senza «equilibrio e prudenza» è un rischio. Non per niente, il giorno dopo il conclave del 2005, Fassino rilasciò un'intervista al «Corriere della Sera» in cui disse di Ratzinger: «Un uomo che certamente mi interessa. Ciò che dice e scrive, anche quando non condivisibile, è di straordinaria intensità etica e culturale. E coglie un punto che tutti oggi avvertono: il mondo non può vivere senza una scala di principi e valori etici». La dichiarazione di ieri arriva dopo la svolta di Fassino sui Dico («il problema può essere risolto anche agendo sul codice civile») che ha scatenato le rimostranze di verdi, Sinistra democratica, Rifondazione e comunisti italiani ma ha avuto il plauso di «Avvenire ». E dopo l'«attenzione» con cui il segretario Ds ha seguito il Family day.

Oggi c'è Mario Landolfi, presidente An della Vigilanza, a dar ragione al segretario Ds: «Giusto, sul filmato ci vuole prudenza». Ma il filmato verrà trasmesso o no? Lo deciderà oggi il Consiglio di amministrazione della Rai. Intanto Enrico Mentana da casa Mediaset avverte: «Se la Rai non lo vuole, il documentario della Bbc lo compriamo noi per "Matrix"». Oggi il caso verrà prima esposto dal direttore generale Claudio Cappon e poi discusso. Le posizioni sono note. Sandro Curzi (area Rifondazione- Verdi) è a favore della sua messa in onda perché «Santoro deve decidere in piena autonomia», al contrario Marco Staderini (area Udc) ha già annunciato che si batterà in ogni modo per impedirlo. Però ieri si registrava da parte di Forza Italia quasi l'ammissione che la puntata si farà. Dichiarazione di Elisabetta Gardini, portavoce del partito: «Se crede Santoro vada pure in onda, vada avanti, si svergognerà da sé, giudicheranno i cittadini italiani, la Vigilanza e il Cda Rai». Il consigliere Giuliano Urbani, stessa area di riferimento, ammette l'impossibilità pratica di non procedere con l'acquisto «per il contratto- quadro tra Bbc e Rai cui attingono abbondantemente anche Giovanni Minoli e Piero Angela. In Consiglio parlerà Cappon e annuncerà le decisioni». Perché l'ultimo responsabile editoriale dell'azienda resta sempre e comunque il direttore generale.
Paolo Conti
22 maggio 2007


22 Maggio 2007

Bagnasco: la discesa in campo

Ieri ho reagito un po sulla scia dell'incazzatura che poi - per fortuna è scemata.
Ripensando ancora una volta a quanto scritto da Fassino, leggendo opinioni in giro per il web, leggendo quanto riportato oggi dalla stampa online però non ci si può esimere dal tornar sull'argomento e confrontare la posizione di Fassino con la posizione di Mons. Bagnasco e la CEI riportata su tutti i maggiori quotidiani.

Cosa ha detto - in breve - Bagnasco:

  • consolante per noi vescovi vedere quella piazza [Nota: FM: Piazza S. Giovanni in occasione del Family Day] piena di famiglie e di bambini
    ...è scaturito dalla Nota dei vescovi a riguardo della famiglia fondata sul matrimonio e di iniziative legislative in materia di unioni di fatto
  • l'intolleranza prevaricatrice che ha indotto il Parlamento europeo ad avanzare fino ad oggi ben 30 richiami censorii nei confronti della Chiesa Cattolica
  • il rischio di una contrapposizione strumentale tra laici e cattolici
  • [Nota di FM:: contro la chiesa] si levano a volte accuse di omofobia.
per riassumere, Bagnasco afferma che la chiesa non è omofoba e che non vuole fare politica.

Balle!
Non era forse la CEI a parlare di "Non Possumus" e di impossibilità per i politici cattolici d votare leggi contrarie alla volontà della chiesa?
Non era forse la CEI a dire che bastavano alcune modifiche al codice civile invece che una legge per l'istituzione di un nuovo istituto per le coppie di fatto?
Non era forse Bagnasco quello ceh associava gli omosessuali ai pedofili?
E allora, Fassino da che parte stà?
Fassino sa bene che senza la creazione di un nuovo istituto - non quello schifo dei DiCo - non saremo mai portatori di diritti oltre che non avremo mai pari dignità ma preferisce non prendere posizione e sacrificare quelle che stimano essere 500.000 coppie piuttosto che far incazzare la CEI con una presa di posizione laica che ribatta punto su punto le balle di Bagnasco. Forse è il caso che si vada a rileggere quanto scritto da Politi su Repubblica ieri prima che si svegli e si accorga di vivere in un mondo di illusione a cui non crede nemmeno lui.

LA LETTERA
I diritti prima di tutto, anche cambiando il codice
di PIERO FASSINO

http://www.repubblica.it

CARO direttore, riconoscere diritti e tutele a chi ha scelto di vivere la propria affettività e sessualità nella forma della coppia di fatto corrisponde a principi di civiltà, di giustizia, di rispetto delle persone. Anche perché la stragrande maggioranza di coloro che convivono, ha fatto e fa questa scelta del tutto liberamente e consapevolmente, con una intensità affettiva e voglia di amore non inferiore a chi sceglie di sposarsi.

Assistere in ospedale la persona con cui si convive da anni; poterla visitare in carcere; subentrare nella titolarità di un affitto quando la convivenza si interrompe o il convivente muore; usufruire di forme parziali di reversibilità previdenziale e di ereditarietà; tenere conto dell'esistenza di un vincolo di convivenza per la regolarizzazione di un convivente extracomunitario: sono tutele e prerogative che una società moderna e civile deve saper riconoscere e a questo obiettivo si è ispirata la scelta del governo di presentare in Parlamento il disegno di legge Dico.

Continuo a pensare che quel disegno di legge sia equilibrato e rispettoso dei caratteri precipui della famiglia fondata sul matrimonio così come definiti dall'articolo 29 della Costituzione.

Tuttavia gli esigui e incerti equilibri parlamentari rischiano di non consentire l'approvazione di quella legge. E, dunque, chi si batte per i diritti delle persone conviventi è di fronte ad una scelta: semplicemente riconfermare la soluzione Dico, scontando tuttavia che non venga approvata e rinviando sine die la soluzione del problema. Oppure ricercare con quali altri strumenti realizzare gli stessi diritti. A questa seconda possibilità mi sono ispirato nel dichiarare una disponibilità a esaminare anche strumenti diversi dai Dico, pur di realizzare una soluzione che riconosca i diritti delle persone conviventi.

Una disponibilità sia a esaminare altri progetti di legge depositati al Senato - tra cui quello del senatore Biondi che potrebbe facilitare una convergenza tra centrosinistra e almeno una parte del centrodestra - sia a verificare la praticabilità di riconoscere i diritti dei conviventi attraverso norme di diritto comune, cioè in articoli del codice civile, come viene proposto dalle associazioni cattoliche promotrici del Family Day.

Insomma, prima di tutto i diritti. La disponibilità, infatti, a discutere soluzioni diverse dai Dico muove da punti in ogni caso per me irrinunciabili: quale che sia lo strumento adottato, i diritti riconosciuti devono essere gli stessi previsti nel disegno di legge Dico; devono essere uguali sia per chi convive in coppie eterosessuali che omosessuali; e devono essere fondati su un atto che abbia valore legale per consentire a quei diritti di essere certi, esigibili e, in caso di contenzioso, opponibili a terzi.

Non mi nascondo naturalmente la difficoltà di una tale strada. E vorrei che anche i nostri interlocutori avessero consapevolezza di tale difficoltà non sottovalutando, ad esempio, che anche la modifica del codice civile implica un percorso complesso. Tuttavia se questa può essere la soluzione, perché non esperirla? Se non ci si vuole limitare semplicemente a proporre soluzioni che poi non vedono la luce e invece si vogliono davvero ottenere diritti certi e praticabili, la disponibilità al confronto e alla ricerca di soluzioni è ineludibile e necessaria.

E non vedo proprio per quale ragione battersi perché i diritti delle persone siano non solo affermati in via di principio, ma riconosciuti e resi concreti, rappresenterebbe una messa in discussione della laicità.

P. S. Quando alla metà degli anni '70 il terrorismo cominciò ad attuare la sua strategia di morte, non esitai a dire - mentre altri sostenevano che erano "neri mascherati" - che invece il terrorismo rosso c'era davvero e che la sinistra doveva riconoscerlo e combatterlo senza reticenze ed esitazioni.

Quando all'inizio degli anni '90 nei Balcani la follia della pulizia etnica portò alla negazione di ogni forma di dignità delle persone e a sofferenze inenarrabili - mentre altri si rifiutavano di accettare qualsiasi intervento - dissi che non si poteva rimanere inerti e si doveva ricorrere anche all'uso della forza perché la pace non basta invocarla, bisogna perseguirla.

Da almeno dieci anni vado dicendo che la sicurezza del cittadino non è un tema di destra, come troppi a sinistra continuano a credere, ma un'aspirazione del tutto normale di ogni persona che la sinistra ha il dovere di riconoscere e di garantire. Di fronte a quelle mie parole ogni volta c'è stato qualcuno a sinistra che ha gridato allo scandalo e al tradimento, salvo poi dover riconoscere in ritardo che quelle affermazioni erano fondate e giuste. Vorrei evitare che anche sui diritti delle coppie di fatto si ripetesse l'ennesimo rito dello scandalo indignato a cui, anni dopo, far seguire una ragionevolezza tardiva.

(20 maggio 2007)

lunedì 21 maggio 2007

Il video della BBC sui preti pedofili. Korazym.org auspica una divulgazione critica e formativa.

Voi siete le sentinelle del mattino. Voi siete il sale della terra. Voi siete la luce del mondo. Voi siete il popolo delle Beatitudini.

Le accuse false contro Ratzinger in TV? Santoro ci prova
Non si ferma lo scontro polemico su “Sex crimes and Vatican”, il documentario sulla pedofilia trasmesso dalla Bbc lo scorso anno. Le accuse pretestuose a Ratzinger fanno proseliti anche in Italia. Facciamo chiarezza.
In Primo piano


Ancora più esplicito il vaticanista del Corriere della Sera, Luigi Accattoli che affida al suo blog una valutazione interessante. “Il video coinvolge papa Ratzinger pretestuosamente; esprime - mischiato al giusto sdegno per gli scandali - l’interesse degli ambienti dell’avvocatura di diversi paesi che ha sfruttato e sfrutta l’affare delle condanne per risarcimento (si sono avuti anche casi di accuse montate per far soldi); nel mixage con cui è condotto, alla vera inchiesta giornalistica e all’interesse per l’affare avvocatizio si associa la curiosità morbosa per le modalità delle devianze sessuali. Giudizio negativo dunque. Ma ciò non toglie che quei fatti sono avvenuti e che è bene conoscerli. Non va diffuso questo video, ma andrebbe fatta - da parte della Chiesa - una divulgazione critica e formativa della serietà dello scandalo. Solo facendo chiarezza in proprio la comunità cattolica limiterà il danno che le potrà venire da chi sicuramente farà un uso strumentale di quell’esigenza di chiarezza”.

Per approfondire:
- La reazione di Avvenire

http://www.korazym.org/news1.asp?Id=23172

domenica 20 maggio 2007

Il video della BBC sui preti pedofili da Santoro, su RAI2? Va impedito ad ogni costo. La discussione si estende, dal 'virtuale' al 'reale'

Dopo il Corriere della Sera, e qualche blog, ecco che ora arrivano a discutere sul senso di quel "va impedito ad ogni costo"
  • L'ANSA: POLEMICHE SU SANTORO, PER VIDEO BBC SU PRETI PEDOFILI Giuseppe Giulietti, portavoce di Articolo 21, da parte sua richiama al rispetto delle regole e ribadisce che "non esistono argomenti che non si possono trattare".
  • La Repubblica: Video della Bbc, Santoro spacca la Vigilanza
    "Non c'è nulla che possa impedirmelo"
  • L'Unione Sarda: Preti pedofili, Santoro chiede alla Rai di comprare il filmato Bbc
    Rischia di diventare un caso politico la richiesta di Michele Santoro: il giornalista-presentatore di "Annozero" vuole che la Rai acquisti il filmato della Bbc sui preti pedofili.
In questo blog, l'inizio della reazione a catena:

Il video della BBC sui preti pedofili da Santoro, su RAI2? Va impedito ad ogni costo.

Il video della BBC sui preti pedofili da Santoro, su RAI2? Va impedito ad ogni costo.

http://www.corriere.it/



ROMA — E così domani, lunedì, al suo rientro da Nairobi (dove ha inaugurato la sede di corrispondenza Rai africana) il direttore generale Claudio Cappon si ritroverà sul tavolo un bel regalo di rientro: il nuovo caso Santoro per di più questa volta collegato al Vaticano, anzi direttamente alla persona di Benedetto XVI. Diciamo la benzina ideale per quell’incendio politico che già sta divampando intorno alla Rai, e nella Rai. In queste ore la macchina burocratica della tv pubblica si è mossa come non mai. Premessa. Siamo in par condicio per la campagna elettorale e ci si muove con cautela. Aggiungiamoci l’incognita vaticana. Ed ecco la trafila.
La richiesta di autorizzazione per l’acquisto del filmato voluto da Michele Santoro (20.000 euro circa, cifra bassa per un prodotto del genere, con una mediazione affidata a un’agenzia internazionale milanese competente in diritti tv internazionali) prima è finita sul tavolo di Antonio Marano, direttore di Raidue, area leghista. E Marano ha risposto: non ho alcun permesso da rilasciare, chiedete al direttore del Tg competente, per di più ricordatevi che Michele ha sempre detto di dipendere dalla direzione generale. Altro chiarimento necessario per capire cosa sta accadendo. Durante la par condicio, gli approfondimenti «dipendono» da un direttore di Tg che controlla l’equilibrio politico: di qui l’accenno di Marano.
Il direttore del Tg2, Mauro Mazza, non intende assolutamente «controllare» Santoro su Raidue: e così Michele è finito «sotto» Antonio Di Bella, direttore del Tg3. Di Bella ha risposto già alla direzione generale: per quanto riguarda strettamente la par condicio, io non ho ostacoli. Sia ben chiaro però che non sono io il responsabile editoriale della trasmissione di Santoro. E così l’acquisto è ancora fermo sul tavolo di Lorenza Lei, direttore delle Risorse televisive. Con grande irritazione di Santoro che rivendica la propria autonomia negli acquisti e nelle scelte editoriali.
Lunedì deciderà Cappon. Nel frattempo le voci alla Rai si inseguono. Due scuole di pensiero. Prima: Santoro vuole rifare il martire politico. Seconda: macché, l’asse Cappon-Giancarlo Leone vicedirettore generale (responsabile del palinsesto) non vuole «incidenti» col Vaticano... Chi ha ragione? La divisione si riscontra anche in Consiglio. Sandro Curzi, consigliere Verdi-Rifondazione: «Michele mi ha chiamato per chiedermi un consiglio. Gli ho detto: se è roba seria vai avanti ».
Non c’è pericolo di rovinare i rapporti con la Santa Sede? «In Gran Bretagna e negli Stati Uniti si è parlato molto di questo tema. La Rai può farlo ovviamente con le dovute attenzioni professionali. E poi tutti ci chiedono di tornare alle inchieste, di adeguarci allo stile Bbc...». Furioso invece il cattolico Marco Staderini, Udc: «Ho saputo del caso, lunedì ne parlerò col direttore generale. Mi batterò per impedire a tutti i costi la messa in onda. Bisogna ribadire che i vincoli aziendali valgono per tutti, anche per Santoro.E in questo momento storico- politico, simili servizi sono una scelta sbagliata. Sarebbe solo un attacco volgare e inaccettabile al Papa. Mi auguro che il buonsenso prevalga e l’equilibrio editoriale e aziendale impongano a Santoro di rispettare quelle elementari regole che ha sempre trasgredito. Sono stato critico con lui. Se stavolta insistesse lo sarei ancora di più...». Ma sì, il caso è già scoppiato.
Paolo Conti
20 maggio 2007

Ad ogni costo ... Ovvero?

Rai, Santoro: Polemica su acquisto del documentario della Bbc 'Sex crimes' Rai, Santoro: Polemica su acquisto del documentario della Bbc 'Sex crimes'Ad "Anno zero" Santoro promette di impegnarsi per cercare di far acquisire alla Rai i diritti per un video che da qualche settimana gira anche su internet. È l 'inchiesta della Bbc "Sex crimes and Vatican", che Michele Santoro vuole acquistare per poi trasmetterla nella sua trasmissione.
Un video-documentario di circa quaranta minuti, trasmesso il primo di ottobre 2006, che rivelerebbe verità nascoste e reticenze del Vaticano e dell'allora cardinal Ratzinger in merito alle accuse di pedofilia nei confronti di alcuni prelati in Irlanda, negli Stati Uniti ed in Brasile.

Le reazioni. Il direttore generale della Rai, Claudio Cappon, non accetti la richiesta di Michele Santoro di acquistare il reportage della Bbc sul coinvoglimento di alcuni sacerdoti in vicende di pedofilia. Lo chiede in una nota Mario Landolfi (An), presidente della commissione Vigilanza Rai.

"Apprendo dalla lettura dei giornali - dice - che su richiesta di Michele Santoro, la direzione generale della Rai si accingerebbe ad esaminare la proposta di acquisto del reportage Sex crimes and the Vatican, una vecchia inchiesta realizzata dalla britannica Bbc sul coinvolgimento di sacerdoti in vicende di pedofilia in cui viene chiamato in causa anche l'allora cardinale Ratzinger, presentato come colui il quale avrebbe coperto i responsabili di tali nefandezze. Una ricostruzione già confutata dal giornale della Cei che ha evidenziato che non solo non vi fu alcun insabbiamento dei casi accertati che anzi i religiosi coinvolti furono ricondotti allo stato laicale".
"A questo punto - rileva Landolfi - una evidente ragione di opportunità dovrebbe consigliare al direttore Cappon di non aderire alla richiesta del conduttore di Annozero. Gli lasci pure la palma del martirio, ma eviti di trasformare il Servizio pubblico Radiotelevisivo in un plotone mediatico di esecuzione pronto a fare fuoco sulla Chiesa e sul Papa, per di più in nome di una lacunosa se non addirittura calunniosa ricostruzione dei fatti".

Riteniamo inaccettabile l'esortazione fatta a Cappon dal presidente della commissione di vigilanza Landolfi a non permettere a Santoro di acquistare e trasmettere nell'ambito di una puntata di Annozero il documentario Bbc sulla pedofilia ecclesiastica". Lo affermano in una nota i capigruppo del Prc al Senato e alla Camera, Giovanni Russo Spena e Gennaro Migliore.
"Si tratta di un invito alla censura preventiva - proseguono - mentre la Commissione ha ben altri compiti. Il fenomeno della pedofilia nei ranghi della chiesa cattolica è noto, non si tratta di un mistero. Anche il ruolo avuto dall'attuale pontefice non è sconosciuto. Tra l'altro il documentario è stato trasmesso in Gran Bretagna nel 2006. Parlare di questo fenomeno, da parte della Rai, è più che normale. Se dovessimo accettare imposizioni da parte delle gerarchie ecclesiastiche su questo terreno sarebbe davvero un fatto gravissimo".

http://www.noipress.it

sabato 19 maggio 2007

Il video della BBC sui preti pedofili per 'Avvenire' è 'un'infame calunnia a Chiesa e Papa'

Avvenire: «Infame calunnia a Chiesa e Papa»

Editoriale sulla video-inchiesta sui preti pedofili trasmessa dalla Bbc nel 2006 e ripresa ora da un blog con sottotitoli in italiano

CITTÀ DEL VATICANO - Una «infame calunnia via Internet» ai danni «della Chiesa e di Ratzinger». Con queste parole, in un editoriale, il quotidiano Avvenire si scaglia oggi contro la diffusione da parte del blog Bispensiero, con sottotitoli in italiano, del documentario su preti cattolici e abusi sessuali mandato in onda dalla Bbc nel 2006. Il giornale dei vescovi italiani contesta su tutta la linea il contenuto del video, «un pot-pourri di affermazioni e pseudo-testimonianze - così lo definisce - che furono apertamente sconfessate a suo tempo dalla Conferenza episcopale inglese».

http://www.corriere.it


Ai danni della Chiesa e di Ratzinger

Infame calunnia via Internet

Andrea Galli

Ognuno, evidentemente, si consola come vuole. O, meglio, come può. Così stupisce solo in parte che dinanzi alla vitalità cattolica documentata sabato scorso in Piazza San Giovanni, ci sia chi trovi benefico sfogo a rovistare nel bidone della spazzatura alla ricerca di qualche lisca di pesce o di qualche uovo in decomposizione. Confidando magari che qualche organo di informazione, più o meno clandestino, non faccia troppo lo schizzinoso, e rilanci generosamente il tutto, offrendo al proprio pubblico come sicuro il cibo ampiamente avariato.
Ci riferiamo ad un documentario su preti cattolici e abusi sessuali che, mandato in onda dalla Bbc nel 2006, viene oggi sottotitolato in italiano da Bispensiero, sito di amici siciliani di Beppe Grillo, e caricato su Video Google, dove pare abbia un certo successo. A proposito di bocche buone. Si tratta di un pot-pourri di affermazioni e pseudo-testimonianze che furono apertamente sconfessate a suo tempo dalla Conferenza episcopale inglese, la quale invitò l'augusta Bbc a "vergognarsi per lo standard giornalistico usato nell'attaccare senza motivo Benedetto XVI".
Il pezzo forte del servizio infatti consisteva (e ancora consiste) nell'accusa rivolta a Joseph Ratzinger di essere stato niente meno che il responsabile massimo della copertura di crimini pedofili commessi da sacerdoti in varie parti del globo, in quanto "garante" per 20 anni - da quando fu nominato prefetto vaticano - del testo Crimen sollicitationis, che è un'istruzione emanata in realtà dal Sant'Uffizio il 16 marzo 1962. Da notare la data: nel 1962 infatti Joseph Ratzinger non era certo prefetto della futura Congregazione per la dottrina della fede, essendo in quel tempo ancora teologo molto impegnato nella sua Germania.
C'è da dire che quel documento veniva presentato dalla Bbc come un marchingegno furbesco, escogitato dal Vaticano per coprire reati di pedofilia, quando invece si trattava di un'impor tante istruzione atta ad «istruire» i casi canonici e portare alla riduzione allo stato laicale i presbiteri coinvolti in nefandezze pedofile. In particolare, trattava delle violazioni del sacramento della confessione. Da notare che l'Istruzione richiedeva il segreto del procedimento canonico per permettere ad eventuali testimoni di farsi avanti liberamente, sapendo che le loro deposizioni sarebbero state confidenziali e non esposte a pubblicità. E di conseguenza anche la parte accusata non vedesse infamato il proprio nome prima della sentenza definitiva.
Insomma, un insieme di norme rigorose, che nulla aveva a che fare con la volontà di insabbiare potenziali scandali. E che il testo Crimen Sollicitationis non fosse pensato per tale fine lo dimostrava un paragrafo, il quindicesimo, che obbligava chiunque fosse a conoscenza di un uso del confessionale per abusi sessuali a denunciare il tutto, pena la scomunica. Misura che semmai dà l'idea della serietà del documento e di coloro che lo formularono, se si pensa che in base alla legge italiana il privato cittadino (tale è anche il vescovo e chi è investito di autorità ecclesiastica) è tenuto a denunciare solo i crimini contro l'autorità dello Stato, per i quali infatti è prevista la pena dell'ergastolo.
Senza contare che Joseph Ratzinger, più tardi diventato sì prefetto della Congregazione per la dottrina della fede, avrebbe firmato - ma siamo nel maggio 2001 - una Lettera ai Vescovi e altri Ordinari e Gerarchi della Chiesa Cattolica, pubblicata anche negli Acta Apostolicae Sedis, dove si prevede espressamente che "il delitto contro il sesto precetto del Decalogo, commesso da un chierico contro un minore di diciotto anni", sia di competenza diretta della Congregazione stessa. Segno, per chi abbia un minimo di buon senso giuridico, della volontà romana non certo di occultare, ma di dare piuttosto il massimo rilievo a certi reati, riservandone il giudizio non a realtà "locali", potenzia lmente condizionabili, ma ad uno dei massimi organi della Santa Sede.
Questa, e non altra, è stata la posizione della Chiesa cattolica sui reati ad essa interni di pedofilia. Questa, e non altra, la limpida testimonianza del nostro Papa che in tempi non sospetti si scagliò contro la sporcizia nella Chiesa.
I calunniatori dovrebbero chinare il capo e chiedere scusa.

INFAME CALUNNIA VIA INTERNET

Andrea Galli
Ognuno, evidentemente, si consola come vuole.



giovedì 17 maggio 2007

Un'onda di indignazione attraversa la rete

L'inchiesta Bbc sui preti pedofili
diventa un caso su internet

http://www.repubblica.it/

ROMA - Un'onda di indignazione attraversa la rete e acquista ogni giorno portata maggiore. E' bastato poco, che in realtà "poco" non è. La messa in Rete di un documentario della Bbc, titolo Sex Crimes and the Vatican, andato in onda in Gran Bretagna nel 2006, nel quale si svelano i risvolti inquietanti di una vicenda che coinvolse decine di sacerdoti, responsabili di reati di pedofilia, come quelli della diocesi di Ferns, contea di Wexford, Irlanda. E di come i reati, e i loro autori, vennero tutelati dalle autorità ecclesiastiche.

Soprattutto, si parla del Crimen Sollicitationis, il documento segreto emesso dal Santo ufficio del vaticano (oggi Congregazione per la dottrina della fede) nel 1962, che fornisce istruzioni ai vescovi su come trattare i casi di sacerdoti accusati di usare la segretezza del confessionale per fare avances sessuali ai penitenti. Ma soprattutto di come porsi di fronte a crimini peggiori, come il coinvolgimento di un prete in rapporti sessuali con un animale, un bambino o un uomo.

Ebbene, il garante dell'applicazione di quelle direttive fu Benedetto XVI, all'epoca dei fatti ancora cardinale Joseph Ratzinger. Fu lui il responsabile della direttiva con la quale lo scandalo venne messo a tacere e i preti furono protetti e nascosti alle autorità.

Il video è crudo e esplicito, riporta le testimonianze di chi, all'epoca bambino, fu vittima degli abusi. Che viaggiasse su internet era prevedibile così com'era inevitabile che alimentasse la discussione. Utenti premurosi si sono presi la briga di tradurre e sottotitolare la versione integrale del documentario anche nella nostra lingua.

Così, la Ferns Inquiry, il Rapporto Ferns, ovvero l'inchiesta governativa ufficiale irlandese del 2005 che riguardava le denunce di abusi avvenuti nella diocesi irlandese, ma anche gli altri continuti del documentario, si sono trasformati in uno dei documenti attualmente più diffusi e scambiati sul Web. Il dibattito si infiamma su siti e blog italiani, fra riflessioni pacate, giudizi netti e, com'è legittimo, dubbi e contestazioni.

(17 maggio 2007)
In Italia non è mai stato trasmesso, in parte immaginiamo per la durezza dei temi, in parte perchè manca un confronto con la parte accusata [SIC!] (http://webmasterpoint.org)

domenica 13 maggio 2007

Ratzinger ha avocato al Vaticano la competenza esclusiva in materia di pedofilia

Libera nos a malo PDF Stampa E-mail
Scritto da Vania
lunedì 30 aprile 2007

libera.jpgLa vera immagine dell’Italia nel mondo è quella di Stato vassallo. Non dell’America o del Nano Malefico, ma di un Nanostato: il Vaticano.
Ogni domenica, in prima serata, la BBC manda in onda “Panorama”, un programma-inchiesta sullo stile di “Report”. Il 1 ottobre 2006 mandò in onda un documentario dal titolo “Sex crimes and the Vatican“. In Italia non solo non è mai stato trasmesso, ma non se ne è mai neanche parlato.
Il reportage, che ha già fatto il giro del mondo, parla chiaro: l’Italia è l’anti-enclave di uno Stato Teocratico, e ospita numerosi preti criminali, con processi a carico per pedofilia e violenza su minori, rendendosi complice di una dissennata politica di omertà che la Cupola Vaticana continua a praticare, nonostante i proclami recenti di Papa Ratzinger.
Le dichiarazioni di intenti contro la pedofilia di Benedetto XVI hanno avuto enorme enfasi sui giornali e telegiornali. I Media italiani hanno però censurato ciò che ha costretto il papa a fare quelle dichiarazioni: il dibattito in corso sulla stampa internazionale - connesso all’uscita di questo documentario - sulle responsabilità dirette di Ratzinger al problema degli scandali pedofilia.
Veniamo dunque al protagonista del documentario, il nostro Joseph: nell’epistola De Delictis Gravioribus datata 18 Maggio 2001 e rivolta a tutti i vescovi del globo, Ratzinger scrisse che:
“Nei Tribunali costituiti presso gli ordinari o i membri delle gerarchie cattoliche solamente i sacerdoti possono validamente svolgere le funzioni di giudice, promotore di giustizia, notaio e difensore” ribadendo che “le cause di questo tipo sono soggette al segreto pontificio” e che si sarebbero dovuti attendere 10 anni, da quando le vittime avessero compiuto la maggiore età, per rivelare le accuse (ottenendo in questo modo la prescrizione dei reati, a quel punto non più perseguibili). Tale documento quindi, appariva essere un aggiornamento del discusso Crimen Sollicitationis (traduzione inglese) datato 1962. (citazione da Wikipedia).

Richiamando tale documento Ratzinger rinnovava il divieto a testimoniare in tribunali civili (pena la scomunica) per reati di abusi sessuali che avessero coinvolto religiosi. Il futuro papa avocava al vaticano la competenza esclusiva sulla materia. E, dalle testimonianze del filmato, ciò non ha modificato punto la situazione. Gli abusi, l’omertà e l’impunità continuano ad essere un fenomeno diffuso.
Sono troppo poche le voci libere in questo paese, che è scivolato nel 2006 dal 77° al 79° posto quanto a libertà di stampa (fino 73° si rientra nella categoria di “Stato libero”). Per la Freedom House, che raccoglie e pubblica questi dati, Non siamo considerati uno Stato Libero.
In Europa dopo di noi c’è solo la Turchia.
Vi trascrivo di seguito la traduzione del "parlato" del documentario Sex crimes and the Vatican. C'è di che annichilirsi.
Segnalo infine che il reportage delle iene del 15 maggio 2006, che denunciava il fenomeno dei preti pedofili, voce isolata (e subito censurata) nel desolante sistema di informazione italiano, finalmente può essere vista online qui.

Sex crimes and the Vatican

Registrazione di una trasmissione della BBC One

KENYON (speaker) - Quando si venne a conoscenza di quello che succedeva a Fern, le autorità ecclesiastiche locali, in ossequio alle direttive segrete della Chiesa cattolica, misero tutto a tacere.
Responsabile di quella imposizione fu il Cardinale Ratzinger, attualmente Papa Benedetto XVI.
Quattro anni fa Padre Sean Fortune si trovò al centro di un'inchiesta a largo raggio sugli abusi del clero sui minorenni. Lo scandalo venne fuori quando si parlò di un documento segreto del Vaticano che copriva gli stupratori e le vittime degli abusi. Colm o' German, violentato da Padre Fortune quando aveva quattordici anni, è tornato a Fern per dimenticare quegli eventi.
COLM - Ogni domenica mattina, dopo aver abusato di me, Padre Fortune mi lasciava nel suo letto e scendeva a dire la sua prima messa. Poi tornava ad abusare di me. In seguito andavamo a far colazione insieme, dopodiché presenziavo alla sua seconda messa.
KENYON (al pubblico) - La Chiesa locale sapeva che Padre Fortune era un pedofilo, ma invece di informare la polizia cominciò a trasferirlo da una parrocchia all'altra. Quando esplose lo scandalo, si ammazzò prima del processo. Indagando su chi lo aveva aiutato a nascondere le sue malefatte, Colm riuscì a scoprire che era stato il più vecchio esponente della diocesi, l'arcivescovo Brendan Comiskey.
MAC DONALD - Comiskey, sei stato tu ad aiutare Padre Fortune ad abusare dei suoi ragazzi?
COMISKEY - Quando venni a conoscenza del fatto, lo cacciai dalla parrocchia e lo indussi ad andare da uno psicoanalista.
MAC DONALD - Dopo che erano trascorsi sei anni? Perché non lo hai fermato prima?... (al pubblico) Comiskey si dimise. Dopo le sue dimissioni ci furono tante altre storie di abusi. Adesso Colm dirige una associazione irlandese che si occupa delle vittime, ha ottenuto l'apertura di un'inchiesta governativa e ha scoperto che la copertura delle violenze aveva coinvolti diversi preti.
COLM - Il giornale locale ha descritto con abbondanza di particolari le violenze esercitate da ventisei preti - coperti dalla cultura del segreto e dal terrore dello scandalo che hanno indotto il nuovo vescovo a mettere la sicurezza dei bambini al primo posto tra gli interessi della Chiesa - su un centinaio di adolescenti.
KENYON (al pubblico) - Nel corso delle indagini Colm si convinse che il documento segreto, conosciuto come Crimen Sollicitationis, era stato utilizzato per mettere a tacere le accuse di abusi.
AIDEN DOYLE - Dopo quarant'anni mi ricordo ancora di quello che accadde nella mia camera quando Padre Fortune entrò con un pretesto, mi gettò improvvisamente sul letto, mi intimò di giacere accanto a lui e si accanì contro di me. Poi mi disse che mi considerava una persona speciale e io mi chiesi quanto sarebbe durato quell'incubo.
KENYON (al pubblico) - Dopo l'aggressione, Aiden raccontò ad altri preti quello che gli era accaduto, ma questi, invece di rivolgersi alle autorità, impedirono alla vittima di confidarsi con qualcuno.
AIDEN - Mi fecero giurare che avrei tenuto la bocca chiusa, ma subito dopo mi chiesi perché avrei dovuto farlo, se non ero stato io il protagonista di quel misfatto.
AIDEN - Mi imposero di tacere e mi dissero di non preoccuparmi e che bastava perdonare.
KENYON - Aiden restò così impaurito che ha taciuto per quarant'anni. Il prete che l'ha stuprato non è stato mai punito. Per capire a fondo il Crimen Sollicitationis, Colm si incontrò con Padre Tom Doyle, un esperto di diritto canonico, un tempo stimato in Vaticano, ma oggi non più a causa del suo interessamento agli abusi del clero.
DOYLE - Il Crimen Sollicitationis prescrive una politica di segretezza assoluta su tutti gli abusi per punire quelli che vorrebbero richiamare l'attenzione su questi crimini, il che prova che le gerarchie ecclesiastiche sono interessate unicamente al controllo della situazione. Il documento non provvede infatti ad aiutare le vittime e contiene minacce di scomunica per chiunque dovesse svelare la verità con l'obiettivo di proteggere la reputazione dei preti. Fu Ratzinger a imporlo e poi a mandare nel 2001 a tutti i vescovi del mondo un altro documento che ribadiva con enfasi la segretezza. Recentemente ha aggiunto che tutte le accuse devono essere vagliate dal Vaticano.
KENYON - Il nuovo documento fu una opportunità mancata di modernizzare l'approccio della Chiesa proprio mentre stavano esplodendo gli scandali più grandi negli Stati Uniti. Colm allora andò a Roma per capire se si trattava di casi isolati sfuggiti al controllo del Vaticano o una copertura sistematica delle gerarchie ecclesiastiche.
COLM - Mentre nel 2002 gli scandali esplodevano in Irlanda, centinaia di casi stavano emergendo negli Stati Uniti, dove 4.500 preti furono accusati di violenza o abusi sessuali sui minori.
KENYON - Il centro degli scandali era Boston, dove i preti accusati di reati sessuali venivano sollecitamente spostati da una parrocchia all'altra. Al vescovo prontamente allontanato a causa di un simile modo di comportarsi subentrò allora Padre Patrick Wall, un ex benedettino al quale il Vaticano ordinò di imporre il Crimen Sollicitationis.
WALL - Essendomi accorto di essere manovrato, decisi di non lavorare più per una istituzione che si sforzava di sembrare santa, ma che pensava solo a proteggere se stessa. La maggior parte dei casi non fu mai scoperta, perché, in ossequio all'ordine che lo scandalo doveva essere soffocato a ogni costo, le vittime furono messe a tacere con qualsiasi mezzo.
KENYON - Padre Patrich allora lasciò il clero e si unì ai difensori delle vittime. Il primo caso che affrontò fu quello di uno stupratore insaziabile, Padre Oliver O' Grady, ordinato in Irlanda, ma operante in California. Egli depose l'anno scorso in un processo nel quale era accusato di aver sodomizzato un bambino più di cento volte.
O'GRADY - Preferivo i ragazzini snelli, dei quali mi attraeva la zona genitale che una forza irresistibile mi costringeva a toccare.
KENYON - Egli ha riconosciuto che le sue vittime sono state almeno 30 in 20 anni.
DOMANDA - Si sentiva attratto anche dalle ragazzine?
O' GRADY - Solo da quelle che mi tentavano. Allora sollevavo le loro vesti quasi inconsciamente, ma facendo in modo che non se ne avvedessero. Era più piacevole restare a guardare i loro indumenti intimi che toccarle.
KENYON - O'Grady fu messo in prigione per sette anni. Adesso vive in Irlanda. Le sue vittime accusano il suo successore, il cardinale di Los Angeles, Roger Mahoney, di aver trasferito O'Grady da una parrocchia all'altra per evitare lo scandalo.
DOMANDA - Dopo quello che hai fatto ti ritieni ancora un Pastore?
O'GRADY - Certamente no.
KENYON - Nel 2002 la Chiesa cattolica americana reagì allo scandalo che montava, istituendo un'associazione indipendente, chiamata Comitato Nazionale per il Riesame.
ANNE BURKE (Comitato Nazionale per la Revisione) - Il Comitato rilevò le stesse percentuali di aggressioni sessuali in tutte le diocesi del mondo.
KENYON - L'analisi degli scandali sessuali del clero indussero il suo Presidente, Frank Keating, Governatore dell'Oklahoma, a paragonare la segretezza della Chiesa a quella della mafia e a rassegnare le dimissioni dopo un anno. Nella lettera di dimissioni egli disse che il fatto che i preti non obbedivano ai mandati di comparizione e i loro superiori depennavano i nomi degli stupratori era tipico delle organizzazioni criminali. Il Comitato comunque andò avanti e produsse una Carta per la protezione dei bambini. In tutto l'Occidente le accuse contri i preti provocarono risposte di questo tipo. In America, anche quando l'attenzione su quegli eventi calò, la Chiesa continuò ad analizzare le accuse in segreto e ad emarginare le vittime.
BURKE - Non abbiamo esaminato prove sufficienti a dimostrare che siamo soddisfatti di quello che abbiamo fatto. E la situazione sta peggiorando, perché la Carta viene osservata sempre meno e molte diocesi non riescono a trasferire i preti incriminati.
Pensavamo che gli ultimi quattro anni avrebbero insegnato sia a noi che ai vescovi abbastanza per riuscire a tenere la situazione sotto controllo. E invece da quello che avviene nella Chiesa ci accorgiamo sempre più spesso che questa non imparava niente dagli errori del passato.
KENYON - C'è una tensione tra le regole della legge e quelle della Chiesa, tra la protezione dei bambini e quella del cardinale Ratzinger.
PADRE TOM DOYLE - Non esiste nessun accordo per aiutare le vittime e nemmeno quelli che cercano di aiutarle, esiste però un accordo tacito per mentire sulla esistenza del problema. In quanto ai preti incriminati, quando sono scoperti non vengono sottoposti a inchiesta né perseguiti, ma semplicemente rimossi in segreto e senza rivelare i motivi del provvedimento. C'è una totale mancanza di considerazione per le vittime e i minori destinati a essere le loro nuove vittime nella nuova parrocchia. La stessa pratica viene seguita in tutti i Paesi del mondo.
KENYON - Il Crimen sollicitationis non ha riempito il vuoto di credibilità che si era venuto a creare.
COLM - Ero in Brasile, il più grande Paese cattolico al mondo con 125 milioni di fedeli, ma con enormi sacche di miseria e ignoranza, turismo sessuale e tanti bambini bisognosi di protezione. La Chiesa cattolica non sembra aver imparato la dura lezione ricevuta dal mondo occidentale.
KENYON - Sei anni fa arrivò un prete nuovo nella piccola comunità rurale di Annopolis, nel Brasile centrale, Padre Tarcisio Tadeu Spiricigo, incriminato dalla polizia di San Paolo per abusi sessuali sui minori.
COLM - Il prete era stato incriminato la prima volta nel 1991. Prima di arrivare ad Annopolis era già stato trasferito almeno quattro volte e aveva continuato comunque a violentare minori. Il vescovo che lo aveva trasferito conosceva la sua storia, ma disse che era stato curato e così gli abusi continuarono.
KENYON - Il prete si trasferì in una abitazione vicina a quella di una certa Donna Elza, alla quale si offrì subito di dare lezioni di chitarra al suo nipotino di cinque anni. Un giorno il bambino confidò alla nonna che sapeva fare l'amore e che non lo aveva detto ai suoi genitori per paura di essere picchiato. La nonna gli chiese che cosa era accaduto e rimase sconvolta dal racconto del nipotino. Non si sarebbe mai aspettata una cosa del genere da un prete. Da allora quando i bambini lo incontravano lo chiamavano "mogliettina del prete" e il nipotino se ne vergognava a tal punto da desiderare la morte.
KENYON - Se il cardinale Ratzinger, che istruiva le cause per abusi sui minori, era a conoscenza di quello che aveva fatto Padre Tarcisio, perché gli consentì di continuare a lavorare a stretto contatto con i bambini?
COLM - E' sorprendente constatare che la storia è sempre la stessa, in ogni tempo e in ogni luogo. I vescovi trasferiscono i preti che hanno già stuprato dei bambini in altre parrocchie dove continueranno a commettere altri crimini sessuali. Questo ragazzino è stato violentato nel 2002, mentre gli scandali del clero sconvolgevano gli Stati Uniti e l'Irlanda e il Vaticano cercava pretesti per giustificarli. Adesso il ragazzino vuole morire, perché ha perduto la gioia di vivere e a scuola lo chiamano "la ragazza del prete". E la Chiesa non muove un dito. Così non può andare avanti.
KENYON - Nonostante quel prete avesse già abusato di un tredicenne a San Paolo, Donna Elza sostiene che la Chiesa e la comunità la costrinsero a riversare le accuse sul nipotino.
DONNA ELZA - La Chiesa era arrabbiata con me e la gente mi evitava. Avrei voluto difendere mio nipote, ma mi sentivo emarginata.
COLM - Il popolo non capì. Ma allora aveva la sua fede, mentre oggi l'ha perduta.
ELZA - Sono triste. Temo che mio nipote avrà dei problemi.
COLM - Il prete si comportava come se non fosse successo niente. Nel suo diario aveva descritto il tipo di ragazzino a cui mirava e come evitare di farsi prendere. Doveva essere povero, maschio, orfano di padre, affettuoso, tranquillo, bisognoso di protezione, privo di scrupoli sessuali e avere dai sette ai dieci anni. Doveva cercalo nelle scuole, nelle strade e nelle famiglie. Per agganciarlo doveva offrirsi di dargli lezioni di chitarra o invitarlo a entrare nei cori. Doveva ingraziarsi la famiglia e chiedergli prestazioni sessuali in cambio di regali.
KENYON - Dopo decenni gli abusi di Padre Tarcisio furono portati alla luce dalla polizia. L'anno scorso fu condannato a quindici anni di carcere.
DOYLE - Il Vaticano non ha una politica per la protezione dei bambini, ma ne ha una per tenere sepolti gli scandali nella segretezza e limitare i danni per quanto possibile.
KENYON - L'ordine del cardinale Ratzinger di inviare tutte le accuse in Vaticano si sta rivelando frustrante per gli operatori sociali che cercano di mettere in carcere i preti sospetti. Questo è Padre Joseph Henn, maestro del coro. Questa foto fu presa durante il suo primo incarico a Phoenix in Arizona, quando conobbe Rick Rivezo, un chierichetto di quattordici anni.
RIVEZO - I miei genitori sapevano che trascorrevo il tempo insieme a lui. Veniva spesso a casa mia. Ricordo che mio padre mi diceva che per Joseph la porta doveva essere sempre aperta, in quanto lo considerava un membro della famiglia.
KENYON - Una volta guadagnata la fiducia della famiglia del ragazzino, Padre Henn cominciò ad abusarne.
RIVEZO - Ci portava ai matrimoni, ai funerali, in piscina. Andava nella canonica e mi diceva di tirare fuori dai cassetti i costumi da bagno perché potesse asciugarli. Poi mi dava un asciugamani e mi invitava ad aspettarlo a letto. Si sedeva di fronte a me e mi massaggiava tutto il corpo dall'alto in basso e viceversa. Cercavo di evitare il suo sguardo e, per non farmi coinvolgere nel gioco, chiudevo gli occhi. Quando le mie mani toccavano le sue gambe, le ritraevo di colpo, giravo la testa dall'altra parte e mi auguravo che la cosa finisse in fretta.
KENYON - L'uomo che trattava il suo caso era Rick Rowley, un famoso avvocato di Phoenix, che, prima di andare in pensione, riuscì a estorcere una confessione scritta dal vescovo locale nella quale questi ammetteva di avere coscientemente nascosto alla polizia gli abusi dei suoi preti.
ROMLEY - L'ostruzionismo che vidi mentre svolgevo le indagini non l'avevo mai visto per tutta la mia carriera. Era difficilissimo ottenere un'informazione dalla Chiesa. Eravamo a conoscenza di certi incontri che avevano avuto luogo, ma essi non produssero nessun documento che avrebbe potuto aiutarci.
KENYON - La linea seguita dal Vaticano è che i crimini sessuali commessi dal clero vanno giudicati seguendo esclusivamente il diritto canonico.
ROMLEY - Supponevamo che ci fossero archivi segreti ai quali attingere in qualsiasi circostanza, ma ci dissero che il Nunzio aveva ordinato di non consentire l'accesso a informazioni di tipo criminale, perché erano state sottoposte a una speciale protezione. La Chiesa non vuole riconoscere che il problema è serio perché non vuol consentire alle autorità civili di porre un freno agli abusi dei suoi preti. Ci contrastavano passo passo, realizzando una vera e propria tattica ostruzionistica.
KENYON - La sua battaglia più dura fu quella contro Padre Henn e altri due preti, che andarono all'estero per sfuggire ai persecutori americani.
COLM - Sapevo che questi preti avevano fatto voto di obbedienza a Roma. Allora decisi di mandare una lettera in Vaticano, per chiedere, dopo che le accuse formali erano state avanzate, che costringessero i preti incriminati a eseguire i loro ordini, tornare in patria e consegnarsi, per consentire alla giustizia di seguire il suo corso, ma restai molto deluso. Avevo scritto al cardinale Sodano, il segretario di Stato, per chiedergli se poteva ordinare a questi preti di tornare in patria, ma mi rimandavano la posta indietro con il pretesto che il destinatario si era rifiutato di accettarla. Non aprivano nemmeno la busta. Una Chiesa con l'autorità morale per fare quello che è giusto è venuta meno al dovere di impedire l'abuso sui bambini. Eppure aveva avuto una reale opportunità di dichiarare al mondo che si sentiva responsabile della protezione dei bambini. E invece non rispondeva neppure.
KENYON - Padre Henn, il prete che con la scusa di portare in piscina Rick Rivezo finì per abusare di lui, adesso è ricercato per tredici accuse per molestie avanzate da un gran giurì negli Stati Uniti. Ma non è più là. E' al sicuro in Vaticano e si oppone all'estradizione dal quartiere generale del suo ordine religioso, i Salvatoriani. Il Vaticano non l'ha costretto a tornare in America ad affrontare il processo.
COLM - La cosa più straordinaria di questa storia è che Padre Henn non è solo. Un giornale americano ha scritto recentemente una serie di articoli sotto il nome di "preti fuggitivi" e ha scoperto che c'erano più di sette preti americani, accusati di abusi sessuali sui minori, che vivono con il sostegno della Chiesa, dentro e fuori del Vaticano.
KENYON - Può darsi che il Vaticano conservi le prove di altri preti che abusano dei minori in ogni parte del mondo, ma, invece che alla cooperazione e alla trasparenza, le direttive della Chiesa mirano all'ostruzionismo e alla copertura. C'è un uomo però che ha il potere di cambiare tutto.
DOYLE - Il cardinale Ratzinger, che adesso è il Papa, potrebbe dire "questa è la politica di tutta la Chiesa. Cooperazione piena ovunque con le autorità civili e isolamento e dimissioni dei preti dichiarati colpevoli. Completa apertura e trasparenza delle situazioni finanziarie. Eliminazione degli ostacoli ai processi".
KENYON - Il Vaticano non ha risposto alle ripetute richieste di un'intervista sui casi acclarati. Padre Henn ha perduto la sua lotta contro l'estradizione negli Stati Uniti. Egli è qui da quando scappò dal quartier generale dei Salvatoriani dove si trovava agli arresti domiciliari mentre si credeva che si nascondesse da qualche parte in Italia. C'è un mandato internazionale per il suo arresto. In precedenza il prete cattolico Oliver O'Grady passò sette anni in un carcere americano per abusi sui minori. Anche se gli psichiatri americani lo avevano definito uno stupratore sistematico che aveva bisogno di curarsi per tutta la vita, fu riportato in Irlanda nel 2001. Il suo nome non appare nel Registro dei criminali sessuali irlandesi e non ci sono restrizioni per quanto riguarda i suoi contatti con i bambini.
DOMANDA - Quindi gli abusi e le molestie erano quasi un'occupazione a tempo pieno durante tutta la sua carriera di prete.
O'GRADY - Direi che ne costituiva una parte significativa.
DOMANDA - Delle vittime molestate quanti erano ragazzi e quante ragazze.
O'GRADY - Tre quarti erano maschi e un quarto femmine.
DOMANDA - Che altro è successo dopo tutto quello che è accaduto?
O'GRADY - Niente. La vita è andata avanti.

http://www.bispensiero.it/