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nelle pagine dell'archivio si ritrova la storia di
Italian Journal of Psychology and Internet - Psicologia Online
ma anche la storia della psicologia italiana e mondiale in rete
dal 1996 al 2000
(i link alle pagine web o alle immagini possono risultare datati e dunque errati)
Visualizzazione post con etichetta censura. Mostra tutti i post
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sabato 19 giugno 2010

La censura colpisce anche in Second Life: Rose Borchovski (Susa Bubble) bannata dai Linden…


The Censor: SL7B Bans Rose Borchovski’s “The Kiss” for Nudity

Larkworthy — 20 giugno 2010 — Larkworthy Antfarm films an artist protest against censorship in Second Life where artists joined in protest at Two Fish to express their outrage at SL7B censors’ decision to revoke an invitation to Rose Borchovski to exhibit her work “The Kiss,” part of her Susa Bubble series, at SL’s 7th birthday celebration.

Thanks to the many artists and supporters of free expression who refused to be silent and stood up in Rose’s defense.

“The Censor” an original poem read by Larkworthy Antfarm

Music: “Gambomania,” by Ralph Rousseau Meulenbroeks
courtesy of Magnatunes



Susa Bubble banned by Lindens

19 Giugno 2010
ROSE BORCHOVSKI (SUSA BUBBLE) E’ STATA BANNATA DAI LINDEN…

ROSE BORCHOVSKI (SUSA BUBBLE) BANNATA DAI LINDEN

ROSE BORCHOVSKI (SUSA BUBBLE) BANNATA DAI LINDEN

June 19, 2010
The SUSAS of Rose Borchovski are banned by the LINDEN from SL7B
Read more here:
http://savemeoh.wordpress.com/2010/06/19/your-new-president-saveme-oh-rose-borchovski-and-peter-greenaway-are-angry/
Come for a protest meeting now


LA PROTESTA E’ QUI
Two Fish (1), Cariacou (24, 114, 21)

http://maps.secondlife.com/secondlife/Cariacou/25/115/21

LOST IN COUNTING, Susa Bubble



Thought Police

rockerfaerie — 20 giugno 2010 — Virtual Protest of Linden Lab policy for the birthday celebration art guidelines, after “The Kiss” by Rose Borchovski was rejected. She was informed:
“The images on your build are in violation of our general rating, to be clear: Nudity is not allowed at art events with a general maturity rating.”

Art or offensive?
You decide.


The story of Susa Bubble – Rose Borchovski Artwork – by Iono Allen

Ionoallen — 24 dicembre 2009 — MaMachinima International Festival 2010 entry (MMIF2010)

Enter in Rose Borchovski’s amazing world, guided by the tale of Susa Bubble who went to bed single and woke up double…

crashinart54, 14 Febbraio 2010

Ma come si può bannare una cosa del genere?????? (Papper Papp)

Facial expressions, at S&S Gallery of Fine Arts

centromimir 16 luglio 2009 — Facial expressions at

S&S Gallery of Fine Arts

(grazie ad una segnalazione di Yaia NIshi)

Managed and created by Stefanik Dagostino & Ally Aeon. Biggest, Best and Most Beautiful Gallery in SL. Art

Animare gli avatar in Second life puo rivelarsi molto istruttivo: dalle espressioni facciali al linguaggio a segni dei sordomuti

http://www.centromimir.it/2009/07/04/animare-gli-avatar-in-second-life-puo-rivelarsi-molto-istruttivo-dalle-espressioni-facciali-al-linguaggio-a-segni-dei-sordomuti/

Animare gli Avatar. Facial Expressions at S&S Gallery of Fine Arts

http://www.centromimir.it/2009/07/16/animare-gli-avatar-facial-expressions-at-ss-gallery-of-fine-arts/

animation override, animations, animazioni, ao, avatar, deaf, espressioni facciali, gesti, gestures, linguaggio, psicologia,

AGGIORNAMENTO al 24 Dicembre 2009

The story of Susa Bubble – Rose Borchovski Artwork – by Iono Allen

http://www.youtube.com/watch?v=aJdVCqG3bZs

martedì 15 gennaio 2008

Adriano Sofri il papa la Sapienza e il buonismo dei non credenti

Eh no, caro Adriano Sofri, ho visto e ascoltato con vero piacere il tuo recente ntervento da Fazio, su RAI3, ma questa volta dissento da quel che scrivi oggi su Repubblica

Il tuo e’ un articolo volutamente e inopportunamente buonista, proprio nel momento in cui più accaniti si fanno gli attacchi ai non credenti e alla laicita’ dello Stato da parte di atei devoti e di cattolici che preferiscono, alla lettera, voltare le spalle alla Chiesa del Concilio Vaticano II, voluto da Papa Roncalli.

Da anni accusano i non credenti di buonismo, bene, e’ ora di far loro sentire una serie ferma e decisa di NO.

NO alla Chiesa Cattolica come unico e monolitico e antidemocratico referente in qualsivoglia questione morale

NO alle insistenti e assillanti pressioni vaticane per infiltrarsi in ogni maglia scucita dello sdrucito mantello laico, all’unico scopo di riportare sempre più indietro l’orologio della Storia

NO a un papa che non perde occasione per tentare di orientare la politica italiana (e non vale il discorso che sono i politici servi a errare, perchè in un Paese come l’Italia da sempre diviso tra capi e gregari, sono i capi, papa in testa, a portare la responsabilità di quel che dicono e fanno)

(Tommaso Campanella, In difesa di Galileo Galilei)

Il 15 marzo 1990, ancora cardinale, in un discorso nella citta di Parma, Joseph Ratzinger ha ripreso un’affermazione di Feyerabend: “All’epoca di Galileo la Chiesa rimase molto più fedele alla ragione dello stesso Galileo. Il processo contro Galileo fu ragionevole e giusto”.

Dalla Lettera dei Docenti dell’Universita’ La Sapienza di Roma

NO ai NO, NO alle CENSURE, NO ai divieti vaticani

NO ai NO alla procreazione medicalmente assistita

NO ai NO all’aborto

NO ai NO alla contraccezione

NO ai NO al divorzio

NO ai NO alle convivenze di fatto

NO ai NO alla sessualita’ libera e consapevole, che comprende anche l’amore e l’affettivita’

NO ai NO alla liberta’ di ricerca sceintifica, i cui limiti eventuali soltanto il popolo sovrano puo’ eventualmente identificare e su questi legiferare, in piena autonomia da qualunque pensiero che si autoafferma divinamente ispirato

NO alla riscrittura della Storia, alla ri-condanna di Galileo Galieli, di Giornano Bruno, di Tommaso Campanella, di Arnaldo da Brescia…

NO alla CENSURA vaticana o di qualunque autorita’ religiosa di qualsivoglia pensiero, opinione, espressione della libertà individuale e politica

Solo se di questi NO il papa, il Vaticano, la sua stampa, i suoi media, le sue conferenze episcopali, cessera’ di rifiutare di prendere atto, sara’ possibile un dialogo, sara’ consentito un confronto, ma questo non sara’ possibile fino a quando questo rifiuto perdurerà.

NO alla CENSURA che pretende di affermare come unico e vero unicamente il proprio pensiero, e si straccia le vesti se questo viene ridimensionato a pensiero di parte, e chiama questo ‘censura’.

Non siamo cristianamente buoni, siamo cattivi, cattivissimi e incazzati. Basta!

martedì 22 maggio 2007

Il video della BBC sui preti pedofili. Grazie alla rete per un pezzo di verità.

Lunedì, 21 Maggio 2007
E grazie alla rete per un pezzo di verità

http://zambardino.blogautore.repubblica.it/2007/05/21/

A furor di popolo? Questo è certo. Bisogna vedere se il furore basterà a far sì che il documentario BBC sugli abusi sessuali in alcune realtà ecclesiastiche sia trasmesso dalla Rai nel programma di Michele Santoro. Se lo sarà, nel conto dovrà entrare anche un contributo di questo giornale. Che ne scrisse per la prima volta il 2 ottobre del 2006, cioè all’indomani della sua messa in onda da parte dell’ente televisivo britannico. E ne ha poi riscritto venerdì 18 maggio e ancora ieri domenica, e per quattro giorni di seguito su questo sito. A questo proposito, a proposito del sito, c’è chi ha detto che Repubblica.it avrebbe censurato il video. Basterebbe leggere fino in fondo gli articoli: vi si diceva, in quello di venerdì 18, che il video era stato non linkato perché la società detentrice dei diritti per l’Italia aveva diffidato il sito dal farlo, in pendenza del tentativo di vendita ad una emittente italiana. E adesso sappiamo anche qual è il cliente italiano.

Detto questo, del fatto che questo giornale ha parlato del caso quando altri ne hanno taciuto, torniamo al tema chiave della vicenda. Il furor di popolo e la vicenda documentario.

Ho visto quei 39 minuti di televisione. Li ho visti con angoscia, con dolore, e con interesse professionale crescente. Nessuno, nel giornalismo è portatore di verità, ma l’unico giudice dei pezzi di verità contenuti nel nostro lavoro non può che essere il pubblico. Quel documentario va trasmesso, per il bene di tutti, anche per il bene di chi viene accusato di omissioni e reticenze gravissime, perché così potra difendersi. Ma con prove su prove, non urlando. Altro modo di accostarsi alla verità dei fatti non c’è. La censura - perché di questo su tratterrebbe se si scegliesse di non mandarlo in onda - non avvicina alla verità: porta alla barbarie.

Se quel documento verrà messo davanti agli occhi degli italiani, il merito principale e prioritario sarà del movimento che è nato e si è aggregato in rete, con il contributo dei media che hanno creduto di dover fare il loro dovere riferendone. Centinaia di migliaia di persone lo hanno visto nella versione di Google Video, sottotitolata in italiano dal blogger Bispensiero.. Il caso è importante perché, non per la prima volta, ma per la prima volta con chiarezza e forza si afferma una volontà di una parte dell’opinione pubblica, che mette in discussione due cose: l’agenda dei media e la decisione della politica di non voler ridistribuire un documentario che peraltro è girato in parte a Roma - quando si parla del nascondiglio di alcuni dei responsabili degli abusi.

Sotto questo aspetto va detto con la massima chiarezza che chi protesta contro il silenzio dei media ha ragione. Tocca a loro, in via prioritaria, giocare, per la loro stessa credibilità, la partita della trasparenza.

Ma i media nuotano nell’acqua della politica e del potere. E in un paese nel quale una parte importante del parlamento si è battuto per il carcere ai giornalisti nei casi di diffamazione e di intercettazioni pubblicate, come se i giornalisti i documenti se li inventassero, il potere resta molto distante dal criterio del controllo da parte dell’opinione pubblica, anche nelle sue forme più elementari.

Trasmettere quel documentario è un dovere. Senza il movimento che è nato nella rete le poche voci che hanno parlato sarebbero state messe a tacere. I media che fanno il loro mestiere sanno da che parte devono stare.

commenti »



Di seguito, come The Daily Owl - centro mimir digest ha seguito gli eventi, dal 12 Maggio 2007 (oltre a questi, altri riferimenti in lingua inglese, qui non elencati)


Sex in a cold climate
Scritto da Bispensiero
domenica 20 maggio 2007



Questo video racconta di abusi, ancora abusi. Questa volta siamo in Irlanda, le vittime di queste atrocità subite raccontano fra le lacrime la loro agghiacciante esperienza. Dopo molti anni il peso di quelle pene le turba ancora, avendo evidentemente condizionato pesantemente il resto della loro vita, anche dopo la "liberazione" da quel carcere terribile chiamato "La Maddalena".
Il video parla da sè. Noi ci preoccupiamo esclusivamente di farlo conoscere; ciascuno potra valutare o meno se si tratta di costruzioni ardite contro la Chiesa o se si tratti della vera testimonianza di fatti realmente accaduti.


http://www.bispensiero.it

Mission

George Orwell adoperò la parola “bispensiero” nel suo romanzo intitolato “1984”, dando questa definizione di tale neologismo:
“Bispensiero sta a significare la capacità di condividere simultaneamente due opinioni palesemente contraddittorie e di accettarle entrambe. (…) mediante l’esercizio del bispensiero [un individuo] riesce nel contempo a persuadere sè stesso che la realtà non è violata. (…) Spacciare deliberate menzogne e credervi con purità di cuore”.

Siamo in molti ad avvertire con fastidio la manipolazione che si tende a fare delle parole e del loro originario significato attraverso i media, a non essere affatto convinti, ad esempio, che un mitragliere su di un nostro elicottero in Iraq possa essere legittimamente definito un "costruttore di pace", per come questo intervento armato è nato e ci è stato spacciato.
Grazie alle tecnologie digitali e ad internet, uno straordinario strumento di informazione e di comunicazione interpersonale, siamo potenzialmente meno soggetti alla manipolazione delle parole quotidianamente inoculataci attraverso i media, specie attraverso le "sette sorelle" delle TV (RAI1, RAI2, RAI3, Rete4, Canale5, Italia1, La7) con il risultato di spegnere, a livello di coscienza comune, la vigilanza critica della ragione.

Mentre il luogo deputato alla "sede sociale" dell'intelligenza, l'Università, sforna diplomi di dubbio valore e tace, nell'Italia di oggi è toccato ad un comico svegliare, anche divertendo, le coscienze assopite: Beppe Grillo con i suoi spettacoli in giro per l'Italia e il suo blog www.beppegrillo.it, letto ogni giorno da più di 150.000 utenti. I suoi post quotidiani veicolano idee per persone che hanno ancora una testa capace di contenerle e di usarle autonomamente.

Quelle aggregatesi a Palermo e Catania, attraverso il sito di Beppe Grillo, hanno pensato di dar vita ad un portale articolato attraverso forum, blog, link, ecc. per elaborare idee e iniziative capaci di tradurre, nella specifica realtà locale siciliana, le provocazioni mentali del comico genovese. Si avverte soprattutto in Italia la mancanza di un giornalismo veramente libero, autorevole ed indipendente. Un giornalista libero e dall\'intelligenza lucida, Indro Montanelli, ci aveva avvertito in tempi non sospetti:
"Oggi per instaurare un regime, non c'è più bisogno di una marcia su Roma, né di un incendio del Reichstag, né di un golpe sul palazzo d'Inverno. Bastano i cosiddetti mezzi di comunicazione di massa: e fra essi, sovrana e irresistibile, la televisione".

Impariamo a spegnere la TV e ad accendere ogni giorno la testa, magari discutendo e confrontandoci assieme attraverso la rete internet

Il database dell'orrore (segnalato qui e ripreso qui)

http://vidicolamia.splinder.com/post/12304700

Nomi, cognomi, qualche faccia, data e ora e, soprattutto, il crimine. Dopo la messa in onda del video della BBC, quello che ha fatto imbestialire il Vaticano, il tema "Chiesa e abusi sessuali" non è più un tabù, o almeno lo è un po' meno. Almeno all'estero. Provate a fare un giretto su questo sito: http://app.bishop-accountability.org/member/index.jsp.

Sì. Avete visto bene. Si tratta di un database che raccoglie le generalità di tutti i preti accusati di reati sessuali dal 1950 al 2004. Negli Stati Uniti però. Agghiacciante ma emblematico. In totale gli "schedati" sono 4.392, divisi per nome, diocesi, stato.

In una colonna vengono riassunti in poche righe le ipotesi di reato e la portata della condanna.

Sorge spontanea una domanda facile facile: riusciremo mai ad avere in Italia uno strumento come questo? Così, tanto per avere un'idea delle persone a cui affidiamo la nostra anima inginocchiandoci in un confessionale.

Database of Publicly Accused Priests in the United States

http://app.bishop-accountability.org/member/index.jsp

According to the John Jay report commissioned by the U.S. bishops, allegations of sexual abuse were made in 1950-2002 against 4,392 priests. The number is generally believed to underestimate the problem. A few bishops have released the names of accused priests, but no official list exists of U.S. priests who have abused children and vulnerable adults. Below we present the most complete list currently available, culled from media reports and legal documents – with many photos, assignment records, and source articles.

sabato 5 maggio 2007

Digg, non passa la censura (per ora)

La censura è stata insomma necessaria per obbedire, ancora una volta, alle tanto discusse takedown notice usate - e secondo qualcuno abusate - dai legali dell'industria dell'intrattenimento per intimidire e costringere le dotcom a tirare giù i contenuti a loro sgraditi o ritenuti illegali.

Quello che Adelson non poteva invece prevedere era la sollevazione popolare con cui i suoi utenti gli avrebbero sbattuto in faccia la realtà che sta alla base di un successo come Digg.com: in un contesto democratico, se i netizen scelgono di pubblicare qualcosa che non va giù ai soliti noti, Digg non può far altro che dare spazio a queste voci. Pena la cancellazione di centinaia di account e lo stop delle pubblicazioni per impossibilità di proseguire normalmente.

Strigliato dai flame inviperiti della sua stessa community, Digg ha dovuto infine capitolare: Kevin Rose, co-fondatore del portale, ha fatto pubblica ammenda sul blog con un post dal titolo piuttosto significativo: "È stata una giornata folle", dice, e confessa come sia stata una decisione sofferta quella di rispondere alla diffida dell'industria con la rimozione delle news story interessate. "Dovevamo dare un segno, e nei nostri desideri per evitare uno scenario in cui Digg avrebbe potuto essere bloccato o buttato giù, abbiamo deciso di obbedire e rimuovere le storie con il codice".

"Ma ora - continua Rose - dopo aver visto migliaia di storie e aver letto migliaia di commenti, ce lo avete reso chiaro. Preferite vedere Digg combattere piuttosto che piegarsi ad una megacorporazione. Noi vi ascoltiamo, e in pratica da questo momento non cancelleremo più storie e commenti contenenti il codice incriminato ed affronteremo le conseguenze qualunque esse siano".

Meglio morire provandoci, conclude Kevin Rose, piuttosto che obbedire ciecamente ai voleri del potentato economico dell'entertainment. Grazie soprattutto all'incredibile impulso che Digg ha ricevuto dalla sua battagliera comunità di utenti.

Alfonso Maruccia per PuntoInformatico.it

http://www.digital-sat.it/new.php?id=9255